Intervento in Aula del senatore Barozzino (SeL) su cariche a operai Ast di Terni

Signor Presidente, noi del Gruppo Sinistra Ecologia e Libertà chiediamo al Ministro dell'interno di individuare da subito i responsabili delle gravissime e ingiustificabili violenze nei confronti dei lavoratori delle acciaierie di Terni e dei loro rappresentanti sindacali sia locali, che nazionali. Chiedo naturalmente di individuare sia gli esecutori, che i mandanti.
Vogliamo sapere, insomma, chi ha dato l'ordine.
Picchiare i lavoratori, che anche nella disperata difesa del proprio posto di lavoro fanno prevalere la democrazia e la loro enorme dignità, è qualcosa di indecente, di vergognoso anche per un Governo antioperaio come questo.
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Sorpresa, un miliardo di euro destinati al Ponte sullo Stretto

I primi segnali erano arrivati nei mesi scorsi. Sia il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, quanto il ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, Maurizio Lupi, avevano aperto una porticina al Ponte sullo Stretto, dichiarandosi disponibili a riaprire la partita chiusa dal governo Monti. È già perché nonostante la decisione di bloccare i lavori, resta sempre aperta la questione delle salate multe che dovranno essere pagate al contraente, il Consorzio Eurolink.
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Tutti i perché Angelino Alfano si deve dimettere

Angelino  non ne azzecca una. Impossibile rintracciare un altro ministro degli Interni che abbia inanellato tanti errori gravi e gaffes imbarazzanti.  Sloggiare Alfano dal Viminale sarebbe considerata priorità assoluta da qualsiasi governo intenzionato a proteggere la propria immagine oltre che la propria efficienza. Supplire all’eventuale ignavia del capo del governo provvedendo, sarebbe cosa ovvia per qualsiasi parlamento che si prendesse sul serio.
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Alfano non ci ha convinto. Se responsabile si deve dimettere

Signora Presidente, signor Ministro, lei non ci ha convinto, neanche un po’. Sono due le questioni che vorrei trattare in questo breve intervento. La prima riguarda la vicenda di ieri, la ragione per cui le abbiamo chiesto di venire qui ad informare il Parlamento su quello che è successo. Di queste informazioni abbiamo trovato poca traccia.
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TAP e Tempa Rossa due progetti pericolosi

L’idea della “Trans-Adriatic Pipeline”, meglio nota come TAP, nasce per la costruzione di un gasdotto che colleghi Italia, Grecia e Albania, facendo si che il gas naturale proveniente dalla zona del Caucaso e dalla zona del Mar Caspio (coinvolgendo in futuro anche zone del Medio Oriente), giunga fino alle nostre case attraverso una rete necessariamente alternativa a quella che dalla Russia conduce il gas in Europa, il cui blocco da parte del Governo di Mosca è ancora in bilico dopo la crisi in Ucraina e la presa di posizione dell’Unione a fianco del Governo di Kiev e degli USA.
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Disoccupazione, il gioco delle tre carte del ministro Padoan

Il gioco delle tre carte di Padoan: nel DEF la disoccupazione passa dal 12,6% nel 2015, al 12,1% nel 2017; poi va in TV e afferma che grazie alle misure del governo si riusciranno a creare 800mila posti di lavoro in tre anni; e infine nella relazione tecnica alla legge di Stabilità, grazie alle misure sulla decontribuzione (zero contributi per tre anni per i neoassunti a tempo indeterminato), un milione di posti di lavoro. 
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La Camera vota lo Sblocca Italia, ora passa al Senato. Votano contro Sel e M5S. Ma anche Pippo Civati

Via libera della Camera al decreto legge «Sblocca Italia». Il provvedimento, che scade l’11 novembre prossimo, passa ora all’esame del Senato. I voti favorevoli a Montecitorio sono stati 278, 161 i contrari e sette gli astenuti. Poco prima del voto finale, la seduta è stata sospesa, dopo che uno striscione giallo è stato appeso dagli attivisti di Greenpeace dalle tribune del pubblico dell’Aula. Durante la votazione, inoltre, i deputati M5S hanno esposto dei manifestini con una croce a lutto e la scritta «Sblocca Italia».
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Ast, Francesco Ferrara: "Operai licenziati e manganellati"

Il deputato di Sel Francesco Ferrara interviene in Aula sulla vertenza dell'Ast di Terni (29/10/2014), a poche ore dalle violenze subite dagli operai in presidio a Roma, di cui è stato diretto testimone.

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L’iPhone col gettone e l’economia fatta con le slide

Il primo ministro Renzi – nella sua foga contro la Cgil – ha tirato fuori una battuta sull’iPhone a gettoni, per irridere i suoi detrattori, accusandoli di essere al di fuori della realtà e di non stare al passo con il cambiamento. E proprio nella trasmissione ‘Otto e mezzo’ della Gruber (di lunedì 27 ottobre) Renzi ha ribadito che soldi per gli investimenti pubblici non ce ne sono e al massimo si possono stimolare (con gli sgravi fiscali alle imprese) gli investimenti privati. Negli ultimi anni gli sgravi fiscali non hanno rilanciato le imprese, né creato nuovi posti di lavoro. Lo dicono i dati. E invece in Germania – almeno in buona parte – sono state proprio le politiche pubbliche, gli investimenti nell’innovazione e nella ricerca ed il ruolo di un’agenzia pubblica come la Fraunhofer a fare la differenza.
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Thyssen linea dura in Italia, ma in Germania accetta i contratti di solidarietà a Duisburg per salvare i lavoratori

Il governo non si muove e allora ci prova il prefetto Gianfelice Bellesini. La prima iniziativa, di una settimana che potrebbe rivelarsi molto importante per vertenza Tk-Ast, ha provato a prenderla lui. Convocando azienda e sindacati. Un’occasione che i lavoratori – il lungo sciopero non li ha fiaccati – non potevano lasciarsi sfuggire e, infatti, dagli altri presìdi (alle portinerie e in Comune), in molti sono arrivati a rinforzare quello che è in corso proprio sotto la Prefettura. Tanto per ricordare che loro sono sempre lì.
Sindacati e azienda incontreranno il prefetto separatamente. Il primo colloquio sarà tra prefetto e sindacati e successivamente tra Bellesini e la Morselli. Nel frattempo sta circolando, però, la voce che probabilmente l’incontro con l’amministratore delegato non si svolgerà in Prefettura per motivi di ordine pubblico.
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Sblocca Italia, De Petris: modernità di Renzi è scempio delle trivellazioni. Bene la Puglia che ha impugnato il decreto

«Da sempre contrari alle trivellazioni per la ricerca petrolifera, non possiamo che accogliere con soddisfazione la decisione della Giunta regionale della Puglia di dare mandato all’Avvocatura regionale di verificare la possibile impugnazione davanti alla Corte costituzionale delle norme che consentono le trivellazioni per le ricerche di idrocarburi nei nostri mari antistanti le coste, contenute nel cosiddetto “Sblocca Italia” che a nostro avviso è del tutto incostituzionale non essendo ancora passata la modifica al titolo V».
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Ora diamo una forma politica alla piazza della Cgil

Che cos’è stata la piazza di sabato se non una grande, nuova, forte domanda di politica? Quella politica assente, distante, in questi anni di crisi, umiliata dalle oligarchie dominanti della finanza e dall’inettitudine di tanta parte della sue stesse classi dirigenti, riemerge dal profondo di un dolore sociale dove il lavoro diventa pura merce e il diritto il lusso di una parentesi democratica che si vuole sempre più restringere.
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Legge di stabilità, le opposizioni al governo: necessario il ritorno in aula

Le opposizion chiedono al governo il ritorno in Aula del Def alla luce del cambiamento dei saldi della legge di stabilità dopo che, nella lettera alla Ue, l’esecutivo ha annunciato nuove misure di 4,5 miliardi per raggiungere gli obiettivi di bilancio di medio termine.
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#Matera2019 per ripensare il modello di sviluppo


Finalmente una buona notizia per i lucani: l’elezione di Matera 2019 quale Capitale della Cultura Europea che allontana – o quanto meno sbiadisce – quella immagine di ‘città cenciosa’ descritta, oltre mezzo secolo fa, dal medico-pittore autore del ‘Cristo si è fermato a Eboli’.
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La Fiat lascia l’Italia, ma i cassintegrati restano qui

Da oggi si chiude un pezzo della storia industriale del nostro Paese: Fiat italiana e torinese non esiste più. Oggi nasce una multinazionale apolide e più lontana dall’Italia e gli auguri di Marchionne all’Italia sono auguri lontano dai lavoratori, “occhio non vede cuore non duole”.
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Lavori della Camera dal 13 al 17 ottobre 2014

Discussioni generali
Lunedì 13 ore 11 e ore 16, con eventuale prosecuzione notturna:
.Mozioni nn. 1-537 e 1-609 concernenti iniziative per il rilancio economico e occupazionale del Mezzogiorno, con particolare attenzione alla situazione della Campania;
.Mozione n. 1-272 concernente iniziative a sostegno delle politiche di genere;
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Contro lo Sblocca Italia, che non sblocca il paese ma il cemento. Presidio oggi e domani a Montecittorio


Due giorni di protesta a Roma Contro lo Sblocca Italia. Oltre 130 tra comitati, organizzazioni sociali, associazioni e reti territoriali e nazionali attive su estrazioni petrolifere, infrastrutture energetiche, grandi opere, acqua e servizi pubblici locali,
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E’ morto Marcello Argilli, compagno di strada e grande narratore

 

Ci ha lasciato Marcello Argilli, un nostro compagno di strada, un grande narratore e inventore di storie. Un intellettuale militante, prima nel PCI, poi nei DS e infine in SEL. Vogliamo ricordarlo e salutarlo con una delle sue straordinarie favole.
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Adriano Zaccagnini, ex M5S aderisce al gruppo parlamentare di Sel




Il deputato Adriano Zaccagnini, ex M5s, ha deciso di lasciare il gruppo Misto e di aderire al gruppo parlamentare di Sel. 
L’annuncio è stato dato in conferenza stampa dal capogruppo dei deputati di Sinistra Ecologia Libertà alla Camera, Arturo Scotto. «Zaccagnini ha aderito come indipendente – ha spiegato Scotto – ha incontrato Sel nella sua autonomia, fuori dallo spazio politico dei 5 stelle».

Zaccagnini ha motivato così la sua scelta: «Sono contento di trovare in Sel un gruppo che mi dà la possibilità di essere più efficace nella mia attività parlamentare, con questa adesione a Sel do seguito alle scelte politiche che ho intrapreso in passato già nel Movimento e Stelle e poi ancora di più successivamente. Alle scorse Europee ho appoggiato la lista Tsipras e da lì in poi c’è stato un avvicinamento delle posizioni, anche nelle votazioni in aula sebbene seduti in banchi diversi. L’obiettivo comune – ha spiegato ancora – è spostare questo governo dalle posizioni di centrodestra, dalle scellerate larghe intese alle politiche per le persone, la società, i ceti popolari. Così come la scelta di uscire da M5S non è stata conveniente, anche oggi questa scelta non lo è».
Nicola Fratoianni, coordinatore nazionale di Sel, ha aggiunto: «Non facciamo opera di ‘scouting’, l’adesione di Zaccagnini è il frutto di un incrocio di percorsi che sono naturalmente avvenuti».
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Peppe De Cristofaro(SEL) sul jobs act

Peppe De Cristofaro(SEL) sul jobs act

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Giovanni Barozzino (SEL) in discussione generale jobs act


Jobs Act, discussione generale.
Intervento del senatore di Sinistra Ecologia Libertà Giovanni Barozzino

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L’intervento di Nichi Vendola alla manifestazione “Fate il lavoro non fate la crisi”


L’intervento di Nichi Vendola alla manifestazione “Fate il lavoro non fate la crisi”

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Tutte le bugie di Renzi sull’art. 18. Votata una delega in bianco al governo.

La dichiarazione di voto di Sel sul Jobs Act.  

Signor Presidente,
ancora una volta ci troviamo qui a tentare di discutere l’ennesima fiducia posta dal Governo. È molto grave, signor Presidente, colleghi, che tutto questo avvenga su una legge delega. Negli ultimi mesi abbiamo registrato strappi continui e costanti alle regole. In qualsiasi associazione, dal condominio all’associazione più piccola, vi debbono essere regole condivise e di solito si prova a rispettarle. Le nostre regole principali, signor Presidente, sono contenute nella Costituzione e noi ci troviamo di fronte ad una violazione costante della Costituzione. Questa legge delega è esattamente questo, ancora una volta; e la fiducia sulla delega è incredibile: è una violazione piena dell’articolo 76.
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Senato, sì al Jobs Act. Tocci, senatore Pd si dimette: la legge è in contrasto con il mandato ricevuto dagli elettori

Dopo una lunga giornata caratterizzata da forti tensioni il Senato ha votato la fiducia alla riforma del lavoro voluta dal premier Matteo Renzi. Presenti 279 senatori, (165 sì, 111 no, 2 astenuti) il voto quando ormai era notte fonda. In pratica erano 42 gli assenti al momento del voto. Tra questi gli esponenti della minoranza dem Mineo e Casson. Il senatore Walter Tocci, invece, ha votato sì, annunciando subito dopo le sue dimissioni.
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Intervento in Aula Sen. Barozzino (SeL) su maxiemendamento lavoro e fiducia

BAROZZINO (Misto-SEL). Signor Presidente, devo dire con ramma-rico che noto sempre di piu` tanta ipocrisia qui dentro. La cosa che mi di-sturba maggiormente e` che questa ipocrisia viene da persone che nonhanno mai visto una giornata di lavoro in vita loro. Non mi stanchero`mai di dirlo.
Far credere che licenziare a prescindere, alzando un dito, spiare a vi-sta i lavoratori con telecamere, demansionarli, fare praticamente un mas-sacro sociale sia una cosa di sinistra e` qualcosa di veramente... non trovoun aggettivo, ma credo sul serio che la parola migliore sia vergognoso.
E` un capolavoro di malafede, che cerca di nascondere la vostra nul-lita` politica e la vostra pochezza umana. Prendendo in prestito una frasedal grande Toto`, direi: «In questo manicomio succedono cose da pazzi».Ma succedono veramente cose da pazzi.
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Maria Murante su tutele sociali e welfare

Non si può continuare a giocare sulla pelle delle persone. Occorre avere la decenza e il pudore, quando si parla della condizione che riguarda migliaia di persone, di evitare strumentalizzazioni e millanterie. Noi stessi, mentre discutiamo di ciò, dobbiamo essere pienamente consci di questo monito.
Noi non ci stiamo. Nei prossimi giorni riproporremo una iniziativa legislativa popolare su alcune questioni e in particolare quella del reddito minimo garantito che prevede nell’immediato una sperimentazione sulla platea degli ammortizzati in deroga. Niente più graziose concessioni delle filiere e dei capibastone di turno. Ci battiamo per il riconoscimento di un diritto soggettivo universale. Un diritto che non preveda il vincolo di riconoscenza edi gratitudine, che liberi dalla schiavitù della promessa e del ricatto sistematico.
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Un 4 ottobre senza liturgie al servizio della sinistra

La mani­fe­sta­zione indetta da Sel per il 4 otto­bre non deve avere nulla di scon­tato. Non può essere un fatto litur­gico di una pic­cola forza alla ricerca del suo orgo­glio. Il 4 otto­bre, in piazza, insieme a tanti e diversi, dovrà met­tersi in moto un fatto poli­tico. Un fatto poli­tico nuovo. E in effetti quel palco, da Mau­ri­zio Lan­dini a Pippo Civati, pas­sando per Cur­zio Mal­tese, Norma Ran­geri e, natu­ral­mente Ven­dola, allude esat­ta­mente ad un’urgenza da non peri­me­trare, una neces­sità poli­tica e pro­gram­ma­tica da far vivere accanto e fuori le attuali cri­stal­liz­za­zioni orga­niz­za­tive. Una pro­po­sta poli­tica che si ostina a met­tere insieme le parole sini­stra e governo, alter­na­tiva di governo, rifug­gendo le ten­ta­zioni apo­ca­lit­ti­che o le strade con­formi dell’essere inte­grati nella cor­nice della tec­no­cra­zia euro­pea.
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L’Istat gela il governo: Pil ancora giù, fermi i consumi e la disoccupazione è ormai strutturale…

Si profila un’altra contrazione del Pil per l’economia italiana dopo la battuta d’arresto del secondo trimestre. Nella nota mensile l’Istat rileva che “l’indicatore composito anticipatore, aggiornato a luglio e costruito a partire da un insieme di variabili (qualitative, quantitative) selezionate in base alla capacità di anticipare le fasi del ciclo economico, è in rallentamento, suggerendo una nuova flessione del Pil nel terzo trimestre dell’anno”.
Prospettive negative anche sul fronte dell’inflazione. L’Istat indica che dall’inizio del processo l’inflazione è diminuita di 3,3 punti percentuali, di cui 0,8 nel corso di quest’anno. “Questi sviluppi rendono possibile il permanere dell’inflazione italiana su livelli vicini allo zero nei prossimi mesi”.
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Istat, record disoccupazione giovanile: Uno su due è senza lavoro. E Renzi si preoccupa dell’art. 18…

I disoccupati tra i 15-24enni sono 710 mila ad agosto scorso. L’incidenza dei disoccupati di 15-24 anni sulla popolazione in questa fascia di età è pari all’11,9%, stabile rispetto al mese precedente ma in aumento di 0,7 punti percentuali su base annua. Il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, ovvero la quota dei disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca, è pari al 44,2%, in crescita di 1,0 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 3,6 punti nel confronto tendenziale. Lo comunica l’Istat.
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