Mercure: lotte coraggiose e colpevoli silenzi.



Centrale ENEL della Valle del Mercure e salute sono concetti notoriamente opposti. E, anche questa volta, proprio di salute si tratta.

È di questi giorni, infatti, l’interrogazione dell’on.le Antonio Placido – deputato lucano di SEL - che denuncia e chiede conto al Ministro della Salute e a quello dell’Ambiente dell’arrogante e preoccupante atteggiamento dell’ENEL. Quest’ultima, infatti, si è opposta alla consegna di copia di documenti - già per altro depositati presso l’Azienda Sanitaria di Cosenza e, dunque, pubblici - riguardanti i lavori di bonifica delle ingenti quantità di amianto presenti nella centrale del Mercure.
Di tali documenti l’on. Placido – e con lui alcune Associazioni di tutela ambientale - aveva chiesto precedentemente accesso per la consultazione e la copia. Un atteggiamento, quello dell’ENEL, incomprensibile oltre che ingiustificabile, anche alla luce della sbandierata volontà di trasparenza e collaborazione da sempre ostentata – e mai messa in pratica - dall’azienda.
E mentre c’è chi lotta per tutelare salute e diritti, altri, sindacati confederali in prima linea, tacciono su una vicenda che riguarda la salute delle popolazioni locali e, parimenti, quella dei lavoratori addetti alla centrale. Sindacati che, mentre nulla hanno da dire sull’amianto, come del resto hanno fatto finora, non perdono però occasione di correre in soccorso dell’ENEL e del suo irragionevole progetto che, oltre alla salute, mette a rischio l’economia dell’intero comprensorio.
Ma anche sul versante sindacale, c’è chi ha a cuore il destino della valle del Mercure; i sindacati di base, infatti, non hanno mai fatto mancare il loro appoggio alla sacrosanta lotta contro l’aggressione dell’ENEL al territorio calabro-lucano.
È bene, inoltre, ricordare come la bonifica dall’amianto di quel rottame rugginoso noto come centrale del Mercure, sia stata imposta in buona parte dalle autorità sanitarie, dopo l’intervento della Magistratura; laddove l’azienda elettrica si era limitata ad una molto più “economica” messa in sicurezza. Dei suoi conti economici, prima che dell’amianto e della salute dei cittadini e dei lavoratori. In attesa, dunque, che il Consiglio di Stato – dopo che il TAR ha bocciato ancora una volta il progetto dell’ENEL - metta a breve, auspicabilmente, la parola fine, a questa troppo lunga vertenza, continua la battaglia delle popolazioni della valle del Mercure, di quegli esponenti politici e istituzionali che degnamente le rappresentano e di associazioni, comitati – riuniti nel Forum “Stefano Gioia” - a tutela di diritti inalienabili e della sicurezza sociale. Tutti uniti contro il folle progetto dell’ENEL, che vorrebbe incenerire centinaia di migliaia di tonnellate di legno vergine all’interno del Parco Nazionale del Pollino, e con esse ogni possibilità di sviluppo dell’intero comprensorio.


Forum “Stefano Gioia”
delle Associazioni e Comitati calabresi e lucani
per la tutela della Legalità e del Territorio