Centrale del Mercure. Interrogazione dell'on. Antonio Placido



PLACIDO. - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro della salute. - Per sapere – premesso che:

il 25 settembre 2001 ENEL produzione ha presentato un progetto di riattivazione, attraverso la riconversione a biomasse, di uno dei due gruppi della centrale termoelettrica del Mercure, centrale risalente alla metà degli anni ’60 e ormai completamente inattiva da oltre 15 anni;
il sito ove sorge la centrale si trova nel territorio del comune di Laino Borgo (CS), all'interno di un'area doppiamente protetta a livello nazionale e comunitario (parco nazionale del Pollino e zona di protezione speciale — ZPS — Pollino e Orsomarso — IT 9310903);
il progetto di riconversione rappresenta perciò un grave pericolo per l'integrità ambientale dell'intera area, ma presenta altresì marcati profili di rischio sotto l'aspetto economico ed occupazionale, vista la certificata vocazione turistica e agro-alimentare di qualità del territorio compreso nel parco nazionale del Pollino;
la valle del Mercure è caratterizzata, inoltre, dal punto di vista microclimatico, da uno scarsissimo e assai lento ricambio d'aria, per cui le emissioni della centrale – e gli inquinanti in esse contenute – persisterebbero prolungatamente all'interno della valle, concretizzando gravi rischi per la salute delle popolazioni residenti; 
per tali motivi il progetto è osteggiato con grande forza e determinazione dall'intera popolazione della Valle, nonché, anche con atti formali e iniziative legali, dalle amministrazioni delle comunità più a rischio, nonché dall'ente parco nazionale del Pollino; 
nell'ambito dei pericoli per la salute pubblica – fonte di massimo allarme e costante preoccupazione tra i cittadini – vanno sottolineati quelli determinati dalla presenza di ingenti quantità di amianto nei due gruppi costituenti la vecchia centrale; 
Enel ha inizialmente dichiarato di non aver bonificato il gruppo uno della centrale per motivi economici, ma di essersi limitata alla messa in sicurezza dell'amianto ivi presente, mentre completamente bonificato sarebbe stato, sempre a detta dell'Enel, il gruppo due, interessato dal progetto di riconversione a biomasse. Solo in seguito a successive prescrizioni da parte dell'azienda sanitaria provinciale di Cosenza, l'azienda elettrica avrebbe proceduto alla bonifica anche del gruppo uno; 
non sono state, però, fornite, da parte dell'ENEL, informazioni dettagliate, come pure sarebbe stato opportuno e necessario, né sulle quantità di amianto rimosse, né sulle modalità della bonifica, né sul suo effettivo completamento; 
si è perciò reso necessario una valutazione diretta della documentazione relativa alla bonifica, documentazione in possesso dell'azienda sanitaria provinciale di Cosenza, attraverso una richiesta di accesso agli atti, formalmente presentata dall'interrogante, unitamente a rappresentanti di associazioni e comitati impegnati da anni nella vertenza; 
all'esame della documentazione è seguita la richiesta di copia di alcuni dei documenti presenti nell'incartamento detenuto dall'azienda sanitaria provinciale di Cosenza; 
tali copie, relative a documentazione di pertinenza dell'azienda sanitaria provinciale di Cosenza sono state sollecitamente fornite dai funzionari dell'azienda sanitaria provinciale medesima, mentre per quelli depositati da ENEL la stessa, informata del procedimento, ha fatto opposizione alla loro concessione, malgrado si tratti di documenti pubblici; 
adesso la vicenda è all'esame dell'ufficio legale dell'azienda sanitaria provinciale di Cosenza per l'ulteriore prosieguo; 
tale comportamento, ad avviso degli interroganti sconcertante oltre a dilatare imprevedibilmente i tempi dell'acquisizione di documenti pubblici, solleva inquietanti interrogativi e determina preoccupazioni e timori nelle popolazioni della valle del Mercure, a motivi della delicatezza della materia, per le evidenti implicazioni di carattere sanitario, visti i potenziali, gravi rischi connessi alla eventuale presenza di amianto nella centrale;
quali iniziative urgenti i Ministri interrogati intendano adottare per:
  • tutelare, in primo luogo, il diritto alla salute delle popolazioni della Valle del Mercure, attraverso la verifica e la chiara individuazione delle attività svolte per la bonifica dell'amianto contenuto nella centrale del Mercure e, ancora, per chiarire quale sia la situazione attuale all'interno della centrale;
  •  tutelare il diritto ad una corretta informazione, alla trasparenza e fruibilità degli atti amministrativi, inibendo quei censurabili atteggiamenti che, nei fatti, negano tali diritti, oltre a porsi in antitesi con le leggi vigenti e con i trattati internazionali – come la convenzione di Aarhus - sottoscritti anche dal nostro Paese.