Elezioni Europee, In Europa con Tsipras


Se crediamo che un’altra politica e con essa un’altra storia dell’Europa sia possibile, se pensiamo che ancora dipenda da noi, da una volontà comune e collettiva, allora andiamo a firmare. Nelle città e nelle piazze di tutta Italia, fino a che avremo raggiunto le firme utili, necessarie. Andiamo a firmare perché la lista L’altra Europa con Tsipras possa costituire, nelle elezioni del prossimo maggio, la nuova speranza che diventa concreta.

 http://www.listatsipras.eu/
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Vendola: Diamo ossigeno all’Altra Europa con Tsipras: raccogliamo le firme necessarie




Siamo al rush finale. La lista “L’altra Europa con Tsipras” sta incominciando a prendere corpo. Naturalmente è una creatura nuova, un Davide dell’Europa del sud che difende le ragioni di chi è stato schiantato dalle politiche dell’austerità e si erge contro questo Golia, questo gigante teutonico fatto di liberismo e di regole assurde che strozzano i diritti del mondo del lavoro, dei pensionati, del ceto medio. Questa creatura ha bisogno di ossigeno, e quest’ossigeno oggi sono le firme.  Bisogna raccogliere tante firme per poter avere quel simbolo nelle liste elettorali per le europee .
L’altra Europa con Alexis Tsipras. Il leader della sinistra che si candida oggi in Grecia ad essere sinistra di governo, ma che è anche il testimone della brutalità di quelle politiche di smantellamento del welfare. Quelle politiche che hanno inciso nella carne viva dei servizi e dei diritti e che hanno rappresentato un calvario per un popolo intero.
Ecco allora che vi invito a fare un banchetto in ogni quartiere.Raccogliamo le firme e che ogni banchetto per raccoglierle sia l’opportunità di raccordo con un popolo più largo, con la nostra gente, con coloro che si sono disincantati dalla politica.
C’è una buona notizia oggi sulla scena, a volte angosciante, della politica italiana e della politica europea. Una alternativa c’è e si chiama Alexis Tsipras e la lista L’Altra Europa con Tsipras. Ora bisogna farla vivere tocca a voi. Ogni firma che raccoglieremo è una promessa di vittoria.
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Dimissioni in bianco, Grillo: legge farsa. Di Salvo: «Mente sapendo di mentire»

Alla Camera si discute di dimissioni in bianco, un ricatto fatto al momento dell’assunzione quando, insieme al contratto, viene fatta firmare anche la lettera di dimissioni senza data. E mentre il dibattito si sta svolgendo Beppe Grillo attacca dal suo blog sostenendo che “Su pressioni della lobby di Confindustria, vista nei corridoi della Camera a ronzare intorno ai deputati della maggioranza, infatti, ecco che a Montecitorio passa una legge che neutralizza la convalida… indovinate per quale categoria? Proprio per le lavoratrici giovani, neospose e neomamme! Le quali potranno ora, con comodo, firmare un moduletto in azienda e via andare. Con comodo del datore di lavoro, naturalmente, che potrà buttarle fuori senza dover più dare spiegazioni a nessuno”.
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Nota sui lavori parlamentari settimana dal 17 al 21 Marzo

Al momento, agli annunci della politica economica del Governo Renzi corrisponde un unico atto certo, il decreto sul mercato del lavoro (abolizione causale per contratti a termine e abolizione percentuale assunzione dei contratti di apprendistato con la riduzione della retribuzione legata alla formazione).

Per il resto – dai mille euro in più per le persone con una retribuzione annua inferiore a 25 mila euro, all’aumento della tassazione sulle rendite finanziarie al 26 percento, al riordino del mercato del lavoro, agli investimenti nella sicurezza delle scuole – si tratta solo di annunci.
Su questa asimmetria tra annunci e fatti si è concentrata la discussione parlamentare della settimana che ha avuto la suo eco principale nell’intervento del Presidente del Consiglio in Aula in previsione del vertice europeo del 20/21 marzo.

Mentre Forza Italia si interroga sul dopo Berlusconi e Grillo inizia il suo tour a pagamento in previsione delle europee, madre di tutte le battaglie per il M5stelle per sopire i primi avvisi di dialettica interna, il tema vero di questa fase politica è dunque se e come la campagna elettorale per le europee in pieno svolgimento condizioni le scelte concrete per uscire dalla crisi. Per quanto ci riguarda diciamo che alla critica all’austerity che ormai risuona nelle parole di tutte le forze politiche devono seguire scelte opposte a quelle che l’austerity hanno determinato: meno regole, meno stato, più mercato è il contrario del modello sociale europeo ed è il cuore dell’austerity tutta volta ad agire sull’offerta. Abbiamo salutato per questo positivamente l’annuncio del Presidente del Consiglio sulla destinazione di 10 miliardi alla riduzione delle tasse sul lavoro e abbiamo detto che la strada intrapresa andava proseguita con determinazione includendo partite Iva e pensionati e con il varo di un piano per creare lavoro verde. Ma a quell’annuncio seguono atti che riprongono lo schema dell’austerity: alle imprese si offre più mano libera sui rapporti di lavoro e più precarietà alle persone; la cura Cottarelli si presenta come l’ennesimo taglio lineare e cieco alla spesa pubblica senza distinzioni tra la spesa sociale, l’inefficienza e gli sprechi.

La nostra opinione è che non si sia veramente colto come il populismo antieuropeo sia fortemente alimentato dalla continuazione lungo la strada dell’austerità.

Nella settimana in Aula si è discusso di:

-decreto di proroga degli automatismi stipendiali nella scuola

-decreto sull’ emersione di capitali all’estero

-Istituzione della Commissione d’inchiesta sul rapimento e la morte di Aldo Moro

-mozione sulle malattie rare

-Comunicazioni del Presidente del Consiglio

Proroga degli automatismi stipendiali del personale della scuola
Il decreto dovrebbe servire ad evitare un vero e proprio prelievo forzoso sugli stipendi del personale della scuola, insegnanti e ATA, riconoscendo gli scatti stipendiali e le posizioni economiche. Un provvedimento sacrosanto dal momento che il riconoscimento dell’anzianità di servizio e le posizioni economiche rappresentano le uniche forme di avanzamento di carriera possibili per il personale della scuola che patisce il blocco dei contratti dal 2008. Il problema è che nonostante i grandi proclami che il governo Renzi fin dal suo insediamento ha fatto sull’importanza di scuola e istruzione, i fondi mancanti per coprire questa misura vengono presi da quei pochi fondi destinati alla scuola stessa, in particolare dal MOF, il fondo per il miglioramento dell’offerta formativa curriculare ed extracurriculare. Invece di reperire risorse aggiuntive per la scuola pubblica, messa in ginocchio da anni di tagli, si innesca una vera e propria guerra fra poveri in cui per dare ai docenti quel che gli spetta si toglie ai bambini e agli studenti e si penalizza la qualità della scuola.

In discussione generale è intervenuto Giulio Marcon. La dichiarazione di voto di astensione, è stata fatta da Giancarlo Giordano.

Disposizioni urgenti in materia di emersione e rientro di capitali detenuti all’estero
Abbiamo dato parere favorevole a questo provvedimento dopo che, in seguito alla pregiudiziale di costituzionalità che avevamo presentato insieme ad altri, è stato modificato con lo stralcio del’articolo 1 che riguardava il rientro dei capitali all’estero. Un vero e proprio nuovo scudo fiscale che trattava il problema del rientro dei capitali come una questione emergenziale per reperire risorse immediate, non come un problema strutturale di un’intera economia che si basa su una filiera di illegalità. Si stima che sono 250 i miliardi detenuti all’estero e 100 mila le persone coinvolte. Per questo proponiamo la discussione di un vero e proprio progetto di legge insieme all’introduzione del reato di auto riciclaggio. Eliminato questo articolo quello che rimane nel provvedimento sono misure emergenziali vere sui cui non possiamo che essere d’accordo: dall’eliminazione della clausola di salvaguardia della legge di stabilità del 2014 a misure di aiuto per i territori colpiti da calamità naturali.

In discussione generale è intervenuto Giovanni Paglia. La dichiarazione di voto è stata fatta da Fabio Lavagno.

Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul rapimento e sulla morte di Aldo Moro
Abbiamo dato parere favorevole all’istituzione della Commissione parlamentare di inchiesta sul caso Aldo Moro a 36 anni dalla sua morte. Il ritardo con cui si arriva alla Commissione fa capire quanto ancora ci sia nella storia italiana di segreto e irrisolto.
In discussione generale e dichiarazione di voto è intervenuto Florian Kronblicler.

Iniziative in materia di malattie rare
Nella mozione unificata che ha ottenuto il parere unanime della Camera si chiedono impegni precisi sulle malattie rare. In particolare si propongono misure come lo screening prenatale e neonatale universalizzato, il superamento della differenza di trattamento tra le varie regioni per l’assenza e la non omogenea disponibilità sul territorio nazionale di strutture specialistiche adeguate, l’inclusione nei livelli essenziali di assistenza anche delle prestazioni per le terapie riabilitative, delle prescrizioni non farmacologiche, degli integratori alimentari o di specifici alimenti, e anche di farmaci che oggi sono interamente a carico del cittadino. E’ stato acquisito l’obiettivo di aggiornare almeno ogni due anni l’elenco delle malattie rare esentate dalla partecipazione al costo, di valutare periodicamente la qualità dei centri e dei presidi accreditati, di istituire il comitato nazionale delle malattie rare, che coinvolga le associazioni dei malati. La mozione sollecita l’approvazione del piano nazionale delle malattie e chiede di accelerare le procedure per autorizzare i nuovi farmaci che sono qualificati come farmaci orfani, cioè quei farmaci che sono utili a pochi e per questo non commercializzati, perché non hanno la convenienza economica. Monitoreremo che gli impegni presi in questa mozione vengano realizzati.

In discussione generale e dichiarazione di voto è intervenuta Marisa Nicchi.

Comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri in vista del Consiglio europeo di Bruxelles del 20 e 21 marzo 2014, nonché sullo stato dell’economia e della finanza pubblica
Non ci ha convinto il discorso che presidente del consiglio ha fatto in aula in vista del consiglio europeo. E’ risultato evidente come ai suoi pronunciamenti sulla necessità di superare l’austerity non corrispondono atti conseguenti. Anche per questo abbiamo presentato una nostra risoluzione che è stata bocciata dal governo. In quest’ultima chiedevamo di rivedere complessivamente il fiscal compact e i vincoli di pareggio di bilancio.
Abbiamo poi posto il problema della coerenza tra il dire e il fare sulla necessità di un’altra Europa a cominciare dal rispetto della Carta dei diritti fondamentali che per definire la cittadinanza europea tiene insieme diritti civili, sociali e politici, a partire dal diritto di non scegliere tra maternità e lavoro.

In discussione generale sono intervenuti Titti Di Salvo e Arturo Scotto. La dichiarazione di voto è stata fatta da Gennaro Migliore.

Mozioni diverse
Nella giornata di giovedì sono iniziate le discussioni generali su alcune mozioni di seguito elencate:
-Banca di sviluppo del Consiglio d’Europa (intervento di Annalisa Pannarale)
-Scostamento del deficit dai parametri europei (intervento di Giulio Marcon)
-Parità di genere nello sport (intervento di Celeste Costantino)
Come sempre delle singole mozioni daremo conto quando verranno conclusivamente votate.

Titti DiSalvo

La prima donna segretaria generale della Cgil in Piemonte, poi segretaria nazionale Cgil, tra le fondatrici del movimento Se non ora quando? E' la Vicepresidente vicaria di Sinistra Ecologia e Libertà alla Camera.
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Gli impegni di Sel per i diritti e le libertà delle donne



Una legge sulle dimissioni in bianco; una per l’educazione sentimentale nelle scuole; benefici pensionistici per le lavoratrici madri ritoccando la Fornero; un meccanismo che permetta la piena attuazione della legge 194 per il diritto all’aborto; l’abolizione della legge 40 sulla procreazione assistita; una legge per il diritto delle madri a dare il proprio cognome ai figli.
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Nota sui lavori parlamentari Settimana dal 3 al 7 Marzo

Premessa
Tutta la settimana è trascorsa nell’esame, dentro e fuori l’aula, della legge elettorale, i cui contenuti sono stati interamente definiti nell’accordo extraparlamentare tra Renzi e Berlusconi, sia nella prima versione, l’Italicum, che nella seconda il semi-italicum, quel sistema cioè totalmente opposto previsto per l’elezione della Camera e quella del Senato.
L’accordo raggiunto serve a prolungare la legislatura e dunque la vita del Governo Renzi e aggiunge ad una pessima legge elettorale, il paradosso costituzionale di un sistema maggioritario per l’elezione della Camera e di un sistema proporzionale (il Consultellum) per il Senato nel caso in cui per qualunque ragione si arrivasse al voto prima della modifica costituzionale del bicameralismo, dunque il contrario di quanto indicato dalla Corte.
Più volte abbiamo motivato le ragioni del nostro giudizio fortemente negativo sull’Italicum che riduce la democrazia:
- con il muro delle soglie di sbarramento così alto da avere pari solo in Turchia (8 %)
- con il paradosso di coalizioni che godono dei voti dei partiti più piccoli per ottenere il premio di maggioranza senza che agli stessi venga riconosciuta rappresentanza
- con una soglia per avere diritto al premio di maggioranza, il 37 %, a nostro avviso molto al disotto delle indicazioni della Corte
- con liste bloccate che perpetuano la mancanza di scelta da parte degli elettori dei propri rappresentanti
- con meccanismi che determineranno certamente la riduzione della presenza delle donne in Parlamento poiché con l’Italicum saranno i capilista e i primi delle liste bloccate ad essere eletti e siccome la legge prevede che la sequenza nelle liste sia 2 persone di un sesso e poi una persona di sesso diverso l’effetto di riduzione è certo. E il paradosso è che ciò avverrà ad opera del Parlamento con il tasso più alto di presenza femminile.
Nella settimana i provvedimenti esaminati sono stati:
- rapporto della Commissione Giustizia sullo stato delle carceri (dopo il messaggio sull’argomento del Presidente Napolitano)
- legge elettorale
- pdl sulle dimissioni in bianco.
Per consuetudine la Nota settimanale fa la sintesi dei lavori d’aula quando le proposte sono conclusivamente votate. In questa occasione per la rilevanza delle materie, riassumiamo le tappe della discussione delle proposte di legge anche in questa prima fase.
 

Legge elettorale
Nella settimana non si è completato l’esame della legge elettorale la cui approvazione è stata rinviata a lunedì prossimo, giorno nel quale arriveranno al pettine i nodi principali dell’Italicum, accantonati per la discussione finale.
Il nostro gruppo ha in sostanza guidato l’opposizione alla legge (molto riottoso il Movimento 5 stelle che dall’Italicum ci guadagna) e ha chiesto il voto segreto su tutti gli emendamenti fin qui votati: dalla introduzione delle preferenze in luogo delle liste bloccate, alla eliminazione delle liste civetta, alle soglie di sbarramento, all’introduzione nella legge elettorale del conflitto di interessi, alla contestazione dell’algoritmo che determina un effetto flipper assolutamente casuale della elezione indipendentemente dal consenso ricevuto dalla lista in un territorio piuttosto che in un altro. Addirittura le simulazioni mostrano come si possa essere eletti in collegi in cui la lista prende meno voti che in altri.
Ci siamo trovati difronte un Pd imbarazzato, muto, con l’eccezione di Rosi Bindi, e incapace di distinguersi anche a voto segreto sugli argomenti più delicati evidentemente introdotti per favorire o non disturbare il soggetto che ha la golden share dell’accordo e cioè Berlusconi.
Gli emendamenti sulla parità di genere (50/50 capilista e alternanza di genere nella lista) arriveranno al voto lunedì. Alcuni di essi sono stati sottoscritti da parlamentari di quasi tutti i gruppi politici (tranne Lega e M5s) ma si scontrano con le “regole d’ingaggio” dell’accordo extraparlamentare che non prevede vincoli all’arbitrio della definizione di capilista e ordine della lista.
Sono intervenuti nella discussione, che ha tempi contingentati ridotti (26 ore complessive), Gennaro Migliore e sui singoli emendamenti quasi tutti i deputati del gruppo. Relatore di minoranza è Nazzareno Pilozzi.
 

Relazione della II Commissione (Giustizia) sulle tematiche oggetto del Messaggio del Presidente della Repubblica
Abbiamo dato parere favorevole alla relazione della commissione giustizia che arriva a distanza di mesi dal messaggio che il presidente della Repubblica ha inviato alle camere il 7 ottobre 2013 sul tema delle carceri. Per l’ennesima volta abbiamo ribadito la nostra posizione su questo tema: non siamo stati sanzionati dalla Corte europea dei diritti umani con la famosa sentenza Torreggiani per sbaglio, ma per precise responsabilità politiche. Dal 1999 la (finta) sicurezza dei cittadini è diventata materia di campagna elettorale, da allora innumerevoli sono state le modifiche al codice penale e le leggi liberticide: Fini-Giovanardi, Bossi-Fini, ex Cirielli. La pronuncia di incostituzionalità da parte della Corte costituzionale della Fini-Giovanardi è la dimostrazione di come questa sia una legge obbrobriosa e insensata. I provvedimenti presi fino ad ora non sono stati efficaci, per questo chiediamo ancora una volta una revisione complessiva delle normative che creano il problema. In discussione generale è intervenuto Arcangelo Sannicandro. La dichiarazione di voto è stata fatta da Daniele Farina.
 

Legge sulle dimissioni in bianco
E finalmente arrivata in aula la nostra proposta di legge per impedire la pratica delle dimissioni in bianco, quel ricatto praticato al momento dell’assunzione, quando insieme al contratto si fa firmare una lettera di dimissioni senza data, così da essere utilizzata quando quella ragazza è incinta, quel ragazzo è malato, quella persona non è gradita.
La legge 188/2007 aveva risolto il problema preventivamente determinando che le dimissioni volontarie potevano essere date solo su modulo a numerazione progressiva, con scadenza 15 giorni (e questo tagliava alle radici la possibilità del’abuso) scaricabile da Internet. Uno strumento semplice e privo di costi. Il governo Berlusconi abrogò la legge a 3 mesi dalla sua entrata in vigore. Un grande movimento di donne fuori e dentro il Parlamento impose il tema di nuovo all’attenzione ma le nuove norme inserite nella legge Fornero sono totalmente inefficaci e inutilmente burocratiche. Avevamo promesso che al nostro ritorno in Parlamento avremmo provato a riconquistare la nostra legge. Il 7 marzo, alla vigilia dunque dell’8 marzo, la legge va in aula. Non è ancora conclusa e ad essa si oppone strenuamente il NCD , il Movimento 5 stelle si muove tra voto contrario e astensione. Quindi c’è ancora un tratto di strada da percorrere ma ci siamo.
L’esame della legge continuerà nelle prossime settimane. In discussione generale e’ intervenuta Titti Di Salvo.
 

Question Time
Il question time questa settimana è stato fatto da Martina Nardi su “Iniziative per riconoscere la fibromialgia come malattia progressiva e invalidante, al fine dell’inserimento della medesima tra le patologie che consentono l’esenzione dalla partecipazione alla spesa per le prestazioni sanitarie”
 
8 marzo
Il 7 marzo il gruppo Sel ha promosso una conferenza stampa  per illustrare le proposte di legge e le mozioni presentate su diritti, libertà e lavoro delle donne.
Ci è sembrato questo il gesto più coerente con la responsabilità di sedere in Parlamento: dalla retorica dell’8 marzo ai fatti della nostra azione parlamentare.

Titti DiSalvo

La prima donna segretaria generale della Cgil in Piemonte, poi segretaria nazionale Cgil, tra le fondatrici del movimento Se non ora quando? E' la Vicepresidente vicaria di Sinistra Ecologia e Libertà alla Camera.
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Debiti della PA, interventi per le PMI e per un piano del lavoro. Le molte opportunità della Cassa depositi e prestiti, se cambia rotta


Sembra incredibile, ma l’ammontare preciso del debito della pubblica amministrazione nei confronti delle imprese è difficile da quantificare. Nel marzo 2013 la Banca d’Italia ha presentato un rapporto in cui gli arretrati si aggiravano sui 91 miliardi di euro. Nel corso dell’anno il Tesoro ha ripagato 22,8 miliardi euro, quindi ne mancherebbero all’appello circa 70. Tuttavia, secondo la Cgia di Mestre, la cifra è sottostimata di circa 30 miliardi e il totale da pagare raggiungerebbe quindi i 100 miliardi.

Nel suo discorso di insediamento alla Camera, il Presidente del Consiglio Renzi ha indicato nella Cassa depositi e prestiti il soggetto principale per lo sblocco dei debiti della pubblica amministrazione.
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Governo, Vendola: grave connubio Renzi con Berlusconi. La legge elettorale si fa in Parlamento

«Un viaggio nel cuore del regresso italiano, la cupa radiografia di quella grande bruttezza che ferisce la bellezza intesa come cultura, coscienza civile, educazione, memoria, ambizione. Un film di struggente, appunto, bellezza. E di grande dolore. Un grazie a Sorrentino, a Servillo, e a tutti coloro che hanno reso possibile questa magnifica opera». Con questo omaggio Nichi Vendola, leader di Sel, ha commentato l’Oscar vinto dalla pellicola italiana “La grande bellezza” come miglior film straniero.
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Quel pasticciaccio dell’Italicum

Siamo alla settimana decisiva per capire le sorti dell’ “Italicum”, che è arrivato in aula alla Camera e dovrebbe uscirne blindato, almeno stando ai desiderata del nuovo premier. Ma la blindatura forse non sarà proprio tale.
Intorno alla legge elettorale, su cui Matteo Renzi, nella fase dell’accesa competizione per la carica di segretario del Pd, aveva costruito l’immagine vincente di riformatore, si addensano tutte le contraddizioni della doppia maggioranza entro cui oggi il premier cerca di destreggiarsi – Berlusconi versus Alfano e viceversa – e tutte le insidie nascoste nella composita maggioranza di governo, a cominciare dalle file dello stesso Pd.
E’ infatti faccenda nota che la platea parlamentare del Pd, in parte significativa non renziana, essendosi formata all’epoca del segretario Bersani, non gradisca affatto, per svariate ragioni, la proposta di legge elettorale siglata da Renzi e Berlusconi e patriotticamente denominata “Italicum”. Una parte del gruppo Pd, contrariamente al tradizionale orientamento del partito, si è scoperta all’improvviso favorevole alle preferenze e contraria al listino bloccato (fino a sei candidature) previsto dall’ “Italicum” che riprodurrebbe la tipologia dei parlamentari “nominati” dalle segreteria.
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Perché Tsipras è una occasione per la Sinistra

L’Europa e la sinistra si trovano ad un bivio: veder crescere i movimenti antieuropeisti e di estrema destra nazionalista. o trovarsi in una situazione contraddittoria tra retorica “ufficiale” della crescita e rilancio dell’economia, e la pesante eredità del Fiscal Compact e delle politiche d’austerità imposte dalla Troika.
Alexis Tsipras con la sua candidatura e la proposta rivolta alle sinistre in Italia ci chiama pertanto alla responsabilità di contribuire a spostare a sinistra l’asse della discussione e della proposta programmatica, guardando all’Europa politica come parte essenziale della soluzione piuttosto che progetto da rigettare.
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Sel: definiti i nuovi incarichi nella segreteria nazionale

Sono stati definiti i nuovi incarichi di lavoro per i dipartimenti della segreteria nazionale di Sinistra Ecologia Libertà. Lo ha annunciato Nichi Vendola, presidente di Sel, nel corso di una conferenza stampa presso la nuova sede del partito in via Arenula a Roma.
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