Siria: no ai missili, sì alla diplomazia – sit-in di SEL


CONTRO L’INTERVENTO MILITARE IN SIRIA ED IN SOSTEGNO ALLA DIPLOMAZIA INTERNAZIONALE

Appuntamento a Roma il 30 agosto 2013, ore 17.00 Piazza San Marco

Un intervento militare internazionale quale quello che si sta preparando con la guida degli Stati Uniti come reazione all’uso di armi chimiche contro la popolazione civile in Siria rischia di allontanare per sempre le prospettive di una soluzione politica, quella della Conferenza di Ginevra II,
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Vendola: Berlusconi cerca di scacciare la realtà, pensa di vivere in una fiction. Ma è finita un’epoca

“Berlusconi si comporta come un esorcista, cerca di scacciare la realtà che lui considera un demonio. Penso che voglia continuare a vivere nella dimensione della fiction, ma è  finito, è finita un’epoca”.
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Marchionne, Sel: l’ad di Fiat tira una corda consunta

“Sergio Marchionne torna a tirare una corda ormai consunta e pronta a rompersi definitivamente”. Lo ha detto la senatrice Loredana De Petris, presidente del gruppo Misto e dei senatori di Sinistra, Ecologia Libertà.L’ad di Fiat ieri aveva sparato a zero sul sistema Italia. “Le condizioni industriali in Italia restano impossibili – ha dichiarato Marchionne – Abbiamo le alternative necessarie per realizzare le Alfa ovunque”. Ed ancora: “Se le condizioni in Italia restano come quelle attuali e’ impossibile gestire bene le relazioni industriali e, quindi, anche se ci impegnassimo sugli investimenti sarebbe un impegno vuoto”
Per Sel e la senatrice De Petris “Le sue continue minacce di dover sostanzialmente chiudere gli impianti, perché in Italia è impossibile fare industria, sono diventate un ritornello stonato di chi non solo non ha mai presentato un Piano industriale degno di questo nome, ma anzi ha spostato gli asset strategici della Fiat dove più gli facevano comodo, in Serbia ad esempio. Siamo stanchi della sua incapacità, della sua arroganza, delle sue promesse al vento e di chi se ne frega dei diritti dei lavoratori e della Costituzione. La realtà è che Marchionne vuole abbandonare l’Italia facendosi finanziare la fuga dallo Stato italiano. Mi auguro che il Governo Letta – ha concluso De Petris – non abbia il solito atteggiamento servile e ossequioso che abbiamo visto in tutti questi anni e si decida a farsi sentire con la dovuta determinazione”.
Marchionne ha anche parlato della legge sulla rappresentanza ricordando di avere chiesto “con urgenza al Governo italiano di varare misure che rimedino a questo vuoto ma per ora non vediamo nulla”.  “Stiamo ancora cercando di capire le implicazioni della sentenza per le nostra attività in Italia – ha aggiunto – Stiamo organizzando un incontro con il sindacato, che è al centro di questo contenzioso. Vedremo il risultato”.
Immediata la replica del deputato Giorgio Airaudo di Sel. “Dopo la sentenza della Corte Costituzionale che ha riconosciuto l’uso illegittimo da parte di Fiat dell’articolo 19 dello Statuto dei Lavoratori, e con l’avvio in commissione lavoro dell’iter della legge sulla rappresentanza il parlamento è attrezzato a legiferare, così come chiesto dalla Corte. Il Governo se vuole può contribuire, e ci fa piacere che Marchionne chieda oggi una legge dopo averne negato la necessità per anni”. L’incertezza del quadro normativo, continua l’on. Airaudo, ad oggi penalizza soprattutto i lavoratori, che non hanno sempre la libertà di scelta e la libertà di decidere sugli accordi che li riguardano. In ogni caso e giusto che entrambe le parti, impresa e lavoro abbiano certezza di diritto. Incertezza del diritto che non riguarda solo l’Italia, prosegue l’esponente di Sel, visto che un giudice americano in Delaware  dovrà stabilire se Fiat pagherà al fondo Veba  fino a tre volte quanto pattuito per acquisire completamente  Chrysler. Oggi nella crisi che colpisce duramente i lavoratori, le loro famiglie e le imprese, conclude Airaudo, serve che ognuno si assuma le proprie responsabilità e dica cosa fa per l’Italia anche la Fiat lo deve fare.
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Fermiamo la vivisezione: firma l’iniziativa popolare europea

E’ partita in tutta Europa la raccolta di firme per fermare la pratica della vivisezione.  Alle ragioni dell’etica (condivise, nel sondaggio della Commissione Ue del 2006, dall’86% dei cittadini europei), si aggiunge l’appello sempre più stringente del mondo della scienza che afferma che il “modello animale”, non predittivo per l’uomo, è privo di valore scientifico; infatti non esiste prova statistica che ne dimostri l’efficienza e l’affidabilità. 
Gli ultimi dati ufficiali disponibili pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale n.53 del 05/03/2009 dicono che nel triennio 2007/08/09 sono stati usati in Italia, per esperimenti scientifici 2.602.773 animali. Vengono usati animali di tutte le specie, la “parte del leone” la fanno i topi, ma nell’elenco troviamo anche quaglie, caprini e furetti. E’ ora di dire basta con questo sterminio!
Il 30/07/2013 il Fatto Quotidiano ha messo a confronto due scienziati che la pensano in modo opposto in una sorta di intervista doppia sul tema della sperimentazione su animali o (vivisezione). Silvio Garattini [direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri] per il quale la ricerca sugli animali è una necessità pur sostenendo che: “sappiamo benissimo che i modelli animali sono delle approssimazioni rispetto all’uomo e che in alcuni casi la risposta del principio attivo è diversa…”, e il tossicologo Claude Reiss che invece afferma come: “l’unico modello dobbiamo essere noi … qualunque specie non rappresenta un modello affidabile per le altre” quindi la ricerca per la cura degli esseri umani va fatta sugli esseri umani, così come la ricerca per la cura degli animali va fatta sugli animali.
Garattini sostiene ancora: “l’utilizzo degli animali nella sperimentazione biomedica, allo stato attuale delle conoscenze e delle tecnologie disponibili, resta una necessità e non un’opzione. Lo impongono le regole internazionali per l’introduzione di nuovi farmaci in commercio…”. Mentre Reiss conclude la sua intervista ribadendo il concetto di “essere noi stessi il modello, perché l’informazione genetica di ogni specie, depositata nei suoi cromosomi, è strettamente specie-specifica e non può essere complementare a quella di nessun’altra”.
Il prof. Reiss recentemente si è fatto promotore, con altri esponenti  tra cui Jeremy Rifkin di un appello STOP VIVISECTION da sottoscrivere e al quale chiediamo di aderire, che trova la sue ragioni profonde nell’Art.13 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea dove si stabilisce che: “L’unione e gli Stati membri tengono pienamente conto delle esigenze e del benessere degli animali in quanto esseri senzienti”. Un riconoscimento ufficiale che comporta l’obbligo morale a rispettare i diritti fondamentali degli animali che devono essere riconosciuti e tutelati attraverso un coerente quadro legislativo comunitario. Quindi da questo punto di vista, la sperimentazione animale (o vivisezione) è senza dubbio una pratica inaccettabile, in quanto impone illimitato dolore e sofferenza a esseri senzienti e senza difesa [i corsivi sono nel documento originale]. Alle ragioni dell’etica (condivise, nel sondaggio della Commissione europea del 2006, dall’86% dei cittadini europei), si aggiunge l’appello di parte del mondo scientifico che afferma, con Reiss, che il modello animale, non predittivo per l’uomo, è privo di valore scientifico.
 
L’appello si afferma ancora come la pratica della sperimentazione animale rappresenta:
1. un pericolo per la salute umane e per l’ambiente
2. un freno allo sviluppo ei nuovi metodi di ricerca biomedica fondati sulle straordinarie acquisizioni scientifiche del  nostro tempo
3. un ostacolo alla possibilità di attingere alle risposte ben più affidabili,esaurienti, veloci ed economiche, forniteci dalle nuove tecnologie pertinenti per l’uomo
 
Grazie all’iniziativa popolare, con un milione di firme i cittadini europei possono partecipare in prima persona all’attività legislativa dell’Unione Europea. STOP VIVISECTION dà la possibilità ai cittadini di esprimere il proprio NO alla sperimentazione animale e di richiedere con forza all’Unione Europea un percorso scientificamente avanzato, a tutela degli esseri umani e dei diritti degli animali.
Sollecitiamo la Commissione europea ad abrogare la direttiva 2010/63/UE sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici e a presentare una nuova proposta che abolisca l’uso della sperimentazione su animali, rendendo nel contempo obbligatorio, per la ricerca biomedica e tossicologica, l’uso di dati specifici per la specie umana.

S. Albanesi
presidenza nazionale SEL

P.Cento
responsabile ambiente SEL nazionale
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Lavoro, Istat: Sel: dati allarmanti. E il governo non ha nessuna idea come uscire dalla crisi

I dati diffusi oggi dall‘Istat sulla disoccupazione in Italia dipingono un quadro sempre più allarmante per il nostro Paese. Per il terzo mese consecutivo, infatti, il tasso di disoccupazione resta oltre la terribile soglia del 12%, in aumento dell’1,2% su base annua. Lo dichiara l’on. Ciccio Ferrara, coordinatore nazionale di Sel e componente della commissione Attività Produttive della Camera.
Come al solito sono sempre i giovani a pagare di più, anche se il dato più preoccupante è la crescita del numero degli inattivi: nell’ultimo anno coloro che non lavorano e hanno pure smesso di cercare un posto sono aumentati di 51mila unità.
Se il governo, continua l’esponente di Sel, non interviene immediatamente con serie politiche di contrasto alla disoccupazione, di sviluppo e di rilancio dell’economia del paese, se non agisce per dare ossigeno alla piccola e media impresa oggi strozzata dal credito e dalla burocrazia, per sostenere le famiglie che non arrivano più neanche alla metà del mese e rilanciare i consumi, se non s’investe in ricerca e nuove tecnologie, il prossimo autunno la situazione potrebbe essere davvero insostenibile per la gran parte della popolazione.
Ci pare che il governo, prosegue l’on. Ferarra, non abbia un’idea su come far ripartire il motore economico del Paese che non sia quella di svendere ciò che rimane di strategico come Eni, Enel e Finmeccanica, per fare un po’ di cassa.
Su questi temi Sinistra Ecologia Libertà, conclude il coordinatore nazionale di Sel, continuerà il suo impegno in Parlamento e nel paese per imporre al governo la ricerca di soluzioni immediate.
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Un congresso aperto per ritrovare la società che cambia

Dal quotidiano Il Manifesto
 
Dirette senza sosta, indiscrezioni che filtrano, possibili ripercussioni sul governo. Come in un reality, politica e informazione vivono la sentenza della Cassazione come si vive l’evento dell’anno. Tra chi si sfrega le mani davanti alle manette per Berlusconi e chi, a sinistra, si mette paura per la possibile caduta del governo.
Poi c’è l’Italia che guarda agli attori della politica come si guarda ai pesci chiusi in un acquario. Ogni tanto li contempli, ci scherzi, ti incanti. Consapevole che quel mondo è distante e diverso dal tuo, senza possibilità di vera interazione. La vita passa oltre e non aspetta.
Oggi c’è qualcosa di più tragico delle “larghe intese” o di un centrosinistra in frantumi: oggi la tragedia è che nessuno ci crede più. Le mancate dimissioni di Alfano e di Calderoli questo sono: l’emblema di quanto qualsiasi cosa accada niente cambi. Nemmeno quando “rapisci” una bimba di 6 anni o offendi una Ministra della Repubblica.
E allora ecco la disaffezione al posto della partecipazione, la disperazione che sostituisce la lotta, l’alienazione che mette fuori gioco ogni desiderio di rivalsa. Questo è il danno e il pericolo più grande che oggi porta con sé il governo Letta e l’alleanza tra Pd e PdL: la sfiducia che porta alla rinuncia.
Non sto qui a elencare i mali programmatici e di prospettiva del governo. Sono sotto gli occhi di tutti e per questo SEL non può far altro che opporsi duramente. Penso però che per proporre un’alternativa, per ricostruire una sinistra di governo si debba ripartire da qui: dai singoli, dalla loro esclusione dalla vita pubblica e dal distacco che hanno nei confronti della politica. E per farlo serve una cessione di sovranità.
Questo non è un problema che riguarda solo il PD, ma anche e soprattutto SEL. Un congresso non serve a molto se vive nel chiuso delle stanze. Anzi. Quello che oramai pare evidente a tutti è che nel centrosinistra c’è una classe dirigente che ha il fiato corto, incapace di mettere in campo qualsiasi innovazione, idea o pratica di inclusione. Per questo Matteo Renzi ha gioco facile: perché negli ultimi anni la sinistra non è stata capace di innovarsi, di costruire una visione, di contrapporre a un’idea innovativa ma sempre liberista una visione del mondo che parlasse al Paese e alle fragilità delle persone.
SEL terrà il congresso entro l’anno, con l’ambizione di ricostruire un’alternativa che vada oltre gli schematismi del passato. Non rinunciando all’idea di una nuova soggettività e agendo su una grande contraddizione: non è il popolo del PD che sta con Berlusconi, ma gran parte della sua classe dirigente. La sfida allora non è convocare un popolo, ma fare in modo che quel popolo ci ritrovi, ci riscopra utili e capaci di cambiare le vite delle persone.
Oggi la politica ha senso se ammette i propri fallimenti e si mette a disposizione della vita delle persone stabilendo che la politica, il programma e la prospettiva della sinistra sono contendibili e in mano a tutte le individualità che ne vogliono far parte. Per questo il congresso deve essere aperto a tutti: senza recinti, regole escludenti o precondizioni, in cui contino le idee e non le tessere, dando sovranità a una platea larga, come suggerito anche da Smeriglio su queste pagine.
C’è un’idea di sinistra, fuori dagli schemi tradizionali, innovativa e moderna. È quella che ha il coraggio di  affrontare la gigantesca crisi della rappresentanza e di mettere in discussione persino il ruolo dei partiti e dei sindacati che non riescono a rappresentare tutto il mondo del (non) lavoro. Non arretrare nella difesa dei diritti, ma allargare lo sguardo a chi non li ha: rivolgersi ai commessi quanto agli operai, ai precari quanto ai dipendenti pubblici, alle partite iva quanto agli esodati. Rompendo ogni schema predefinito e ritrovando il senso di dare voce a una società mutata con idee all’altezza del nostro tempo.
Il destino di SEL allora non è confluire nel PD, ma guardare oltre l’esistente. Cedere sovranità, allargarsi, contaminarsi. Se il nostro popolo ci ritrova, noi ritroveremo il centrosinistra.

Marco FURFARO
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La Lega continua con gli insulti: Sel difende i sodomiti. I parlamentari di Sel abbandonano l’aula della Camera

I deputati di Sel hanno abbandonato l’Aula della Camera in segno di protesta per le parole di Gianluca Buonanno (Lega), che in Aula ha accusato Sel di rappresentare la «lobby dei sodomiti». «Usciremo da quest’Aula tutte le volte che Buonanno utilizzerà espressioni ingiuriose che offendono non solo gli omosessuali, ma il Parlamento e le Istituzioni» ha annunciato il deputato Palazzotto di Sel.
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No Tav, De Cristofaro: grave ed assurdo contestare reato di terrorismo

“La decisione della procura di Torino di contestare a 12 militanti No Tav il reato di attentato con finalità terroristiche è assurda e gravissima”, afferma il senatore Peppe De Cristofaro, capogruppo di Sinistra,Ecologia Libertà in commissione Giustizia.
“Noi siamo fermamente contrari a ogni azione violenta – prosegue De Cristofaro – ma chi più di ogni altro subisce un’ inaccettabile violenza antidemocratica sono le popolazioni della val di Susa, alle quali si cerca di imporre con mezzi inaccettabili una grande opera che non è solo inutile ma assolutamente dannosa”.
“Siamo di fronte – conclude De Cristofaro – a un tentativo spudorato di strangolare e criminalizzare il dissenso di intere popolazioni chiamando in causa la categoria del terrorismo, che è invece diametralmente opposta alla protesta di massa della Val di Susa contro la Tav”.
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