Interpellanza urgente su Centrale del Mercure da parte dei Deputati di Sinistra Ecologia e Libertà.

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dello sviluppo economico, il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e il Ministro della salute, per sapere – premesso che: 
il 25 settembre 2001 Enel Produzione spa ha presentato un progetto di riattivazione, attraverso la riconversione a biomasse, di uno dei due gruppi della centrale termoelettrica del Mercure – risalente alla metà degli anni Sessanta e ormai completamente inattiva da oltre 15 anni – sita nel territorio del comune di Laino Borgo (Cosenza), all'interno di un'area doppiamente protetta a livello nazionale e comunitario (Parco nazionale del Pollino e zona di protezione speciale – ZPS – Pollino e Orsomarso – IT 9310903);
al progetto si oppongono, con grande forza e determinazione, l'intera popolazione della Valle del Mercure, nonché le amministrazioni delle comunità più a rischio e l'Ente parco nazionale del Pollino, attraverso sia il consiglio direttivo che la comunità del parco, oltre a istituzioni – tra cui la regione Basilicata e la provincia di Potenza – rappresentanti politici e amministratori di ogni appartenenza, associazioni e comitati locali e nazionali;
tale opposizione è motivata dai rischi per la salute, connessi al funzionamento della centrale – per via delle emissioni aeree di inquinanti e al loro persistere all'interno della Valle del Mercure, dotata di scarsissima ventilazione – nonché per le attività economiche locali – legate alla vocazione turistica e agro-alimentare di qualità – e, ancora, per lo sviluppo occupazionale dell'intera area, calabrese e lucana, interessata;
le numerose azioni legali intraprese contro il progetto dell'Enel hanno condotto alla sentenza n.4400 del 2012 del Consiglio di Stato – depositata il 1o agosto 2012 – che, in pratica, lo boccia definitivamente;
con decreto n.16459 del 19 novembre 2012 la regione Calabria – dipartimento n.5/attività produttive, settore politiche energetiche – non tenendo praticamente in alcun conto il pronunciamento del Consiglio di Stato, ha incredibilmente autorizzato la riattivazione della sezione due della centrale, attraverso l'utilizzo di atti che devono ritenersi nulli, senza attivare le procedure previste dalla vigente normativa e contro il parere dell'Ente parco nazionale del Pollino, ente gestore del territorio su cui sorge la centrale;
avverso tale improvvido provvedimento sono in corso ulteriori iniziative legali per ripristinare il principio di legalità e tutelare i legittimi interessi e i diritti delle popolazioni interessate, che hanno immediatamente dato luogo, da parte loro, a vibrate proteste e manifestazioni, a testimonianza ulteriore della delicatezza della vicenda e dell'unanime opposizione, popolare e istituzionale ad uno sciagurato progetto che, se portato a compimento, li danneggerebbe irreparabilmente, oltre a devastare un'area protetta tra le più belle d'Italia;
tra i motivi di maggior allarme tra i cittadini è la presenza di grandi quantità di amianto in entrambi i gruppi costituenti la vecchia centrale del Mercure, fonte di continua preoccupazione per le popolazioni della valle;
Enel ha pubblicamente dichiarato di non aver bonificato il gruppo uno della centrale per motivi economici, ma di essersi limitata alla messa in sicurezza dell'amianto ivi presente, mentre completamente bonificato sarebbe stato, sempre a detta di Enel, il gruppo due, da riconvertire a biomasse;
sono passati ormai diversi anni da tali interventi e non è dato sapere quale sia l'attuale condizione dell'amianto contenuto nel gruppo uno della centrale;
ugualmente non sono state fornite informazioni dettagliate, come pure sarebbe stato opportuno e necessario, né sulle quantità di amianto rimosse dal gruppo sottoposto – a detta dell'Enel – a bonifica, né sulle modalità della bonifica, né sul suo effettivo completamento;
tale inadeguatezza di informazioni su aspetti importanti e delicati di salute pubblica hanno forse anche contribuito ad alimentare voci insistenti che riportano la non completa rimozione dell'amianto – che, si dice, sarebbe stato semplicemente «ricoperto» – dal gruppo due della centrale;
ad alimentare ulteriormente le preoccupazioni della popolazione, vi sono anche strani accadimenti, da molti messi in connessione con l'avvio, seppur «a singhiozzo», dell'impianto. Tra questi, presenza di odori cattivi e persistenti nell'area circostante la centrale e, ancora, disturbi generali che hanno colpito – ad inizio del mese di maggio 2013 – alcuni escursionisti. Episodi che avrebbero allarmato anche le istituzioni locali, fino a far chiedere l'intervento delle forze dell'ordine e dell'Arpa Calabria per gli accertamenti del caso;
sono altresì motivo di preoccupazione le attività attualmente in corso all'interno della centrale del Mercure, in quanto a fermi prolungati si intervalla un'attività, di norma notturna, accompagnata da forti e allarmanti rumori che disturbano la tranquillità notturna e mettono in allarme le popolazioni –:
quali urgenti iniziative di competenza i Ministri interpellati intendano adottare, anche attivando verifiche da parte del Comando carabinieri per la tutela dell'ambiente, per:
a) tutelare il diritto alla salute e la tranquillità delle popolazioni della Valle del Mercure, attraverso la chiara definizione delle attività a suo tempo svolte e connesse alla messa in sicurezza ed alla bonifica dell'amianto contenuto nei due gruppi costituenti la centrale del Mercure, nonché della situazione attuale relativamente a tale pericolosissimo materiale;
b) accertare quanto realmente stia accadendo all'interno dell'area e nella centrale medesima, in relazione alle modalità di funzionamento della stessa, assicurando con ogni iniziativa di competenza quanto stabilito nella sentenza del Consiglio di Stato del 1o agosto 2012, sentenza che, a parere degli interpellanti, è stata elusa e disconosciuta;
c) proteggere il prezioso e delicatissimo ambiente del parco nazionale del Pollino da un'iniziativa che arrecherebbe, direttamente e indirettamente – attraverso, ad esempio, il transito di ben oltrecento veicoli pesanti al giorno, necessari al trasporto dell'ingente quantità di biomassa necessaria ad alimentare la centrale, su strade, poste all'interno del perimetro del parco, assolutamente inidonee a sopportare un tale impatto veicolare – un danno gravissimo ed irreversibile, danneggiando così non soltanto aspetti naturalistici di grandissimo pregio, ma anche il concreto sviluppo economico ed occupazionale cui l'area del parco è, per sua stessa natura ed unanime convincimento, vocata. 

I Deputati:
Migliore, Placido, Aiello, Zan, Pellegrino, Zaratti, Nicchi, Piazzoni