Giovanni BAROZZINO e Antonio PLACIDO su emergenze ambientali della murgia materana.


Le continue emergenze ambientali cui assistiamo nella nostra regione ci impongono una discussione franca e rigorosa, e oramai non più rinviabile, su quale futuro immaginiamo per questa regione. Registriamo segnali che non permettono nessuna serenità: pensiamo alle richieste di nuove indagini per la ricerca d’idrocarburi, ma anche alla bocciatura – prevedibile e prevista – della moratoria sul blocco delle estrazioni.
Pensiamo alla vicenda del tratto lucano di costa tirrenica come all’assenza di risposte soddisfacenti, da parte del governo sulla vicenda della mega conversione a biomasse della Centrale del Mercure.
A impensierirci ulteriormente in questi giorni concorrono le vicende che riguardano la città di Matera, interessata contemporaneamente dalle mire espansionistiche della Italcementi Spa – che chiede il permesso a costruire il terzo inceneritore su suolo lucano – e la pioggia di richieste per impianti l’installazione di parchi eolici. E pensiamo che, per quello che rappresentano la città di Matera e l’intera murgia materana per il patrimonio lucano, la riflessione da affrontare non deve racchiudere ideologismi e precongetture, bensì guardare agli interessi strategici che insieme riusciremo a darci.
Partiamo dunque da quella capitale della cultura cui Matera aspira a essere nel 2019: un’aspirazione che, al pari di quanto recita l’articolo 9 della Costituzione, deve vedere la città dei sassi presentarsi all’appuntamento con piena coerenza tra sviluppo culturale e tutela del paesaggio. Per questo di là di quanto fin qui avvenuto, riteniamo stolta l’idea di un infinito incenerimento dei rifiuti, là dove invece riteniamo vadano promosse politiche volte innanzitutto alla riduzione della produzione di rifiuti, alla loro differenziazione e al loro riciclo; così come riteniamo che la discussione intorno allo sviluppo – e alla diffusione - dei parchi eolici in generale, e dei parchi eolici nel territorio materano in particolare, non può che partire da una riflessione seria sul grave danno che una loro diffusione selvaggia comporterebbe. Pertanto riteniamo che la scelta di difesa del territorio ambientale e di un generale rilancio storico artistico e paesaggistico debba oggi segnare il punto da cui ripartire, immaginando che la regione possa sin da subito dire il proprio chiaro no alla diffusione selvaggia dell’eolico, e immaginando anche che, tra i compiti della prossima legislatura, vi sia quello urgente di coprire il vuoto legislativo attraverso una legge regionale circa la strategicità della tutela paesaggistica.

Giovanni BAROZZINO
Senatore SeL

Antonio PLACIDO
Deputato SeL