Tunisi, dal forum sociale un messaggio chiaro al mondo: siamo pronti a lottare


Apre il XIII forum mondiale e il segnale che lancia è molto chiaro: sarà un nuovo inizio. Sembrerà strano ma dopo aver frequentato diversi forum la sensazione che si prova qui a Tunisi è che credere che questo appuntamento sia superato e sbagliato. Lo si capisce subito all’assemblea delle donne che ha dato il via ufficialmente all’evento. Una assemblea ricca di colori, suoni e musiche (per noi occidentali incomprensibili) hanno saputo trasmettere alle centinaia di persone assiepate nell’aula dell’università El Manar un messaggio chiaro: questa parte del mondo, e questa altra metà del mondo intende essere protagonista.
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Vendola: a M5S dico incontriamoci sui punti comuni e non mettiamo l’Italia sotto i nostri piedi


«Il mio consiglio a Bersani è di parlare al Paese e non ai corridoi del Palazzo. Dovrebbe mettere in campo un’idea di riformismo audace e non quel riformismo anemico come è stato quello del Pd negli ultimi anni. Fare un discorso di grande chiarezza, dire cosa vuole fare e con chi la vuole fare. Mettendo in campo una squadra di anti-tecnici, visto che i nostri ministri tecnici si sono dimostrati dilettanti allo sbaraglio. Basti pensare a come stanno giocando con la vita di 2 maro’». Cosi Nichi Vendola, presidente di Sinistra Ecologia Libertà, in un’intervista al quotidiano La Stampa.
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Da Seattle alle primavere arabe, il Forum Sociale mondiale al via a Tunisi


Sono passati 14 anni dal primo appuntamento mondiale che incominciò a farsi conoscere come Social Forum mondiale. Da Porto Allegre dove si è svolta la prima edizione nel gennaio 2001 e la seconda del 2002 e la terza del 2003 si sono succedute le edizioni di Mumbai, e quelle nel gennaio 2006 a Caracas (Venezuela) e Bamako (Mali) e nel marzo 2006 a Karachi (Pakistan). Poi in Kenia a Nairobi nel 2007, nuovamente in Brasile a Belem nel 2009 e nel Senegal a Dakar nel 2011. Il prossimo 26 marzo l’appuntamento si ripete a Tunisi nel campus dell’Università Al Manar.
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La vera emergenza Italia: 4 milioni di nuovi poveri nel 2013, 615 ogni giorno


Pil in caduta, consumi ancora a picco e allarme povertà. Secondo le stime dell’ufficio studi di Confcommercio, diffuse in occasione del Forum di Cernobbio, nel corso del 2013 saranno oltre 4 milioni le persone “assolutamente povere” in Italia. Per il 2011 il dato certificato dall’Istat indicava 3,5 milioni di poveri. Negli ultimi cinque anni l’Italia “ha prodotto” 615 nuovi poveri al giorno.
Il quadro economico del nostro Paese resta molto preoccupante, avverte Confcommercio. Nel 2013 il Prodotto Interno Lordo italiano subira’ una flessione dell’1,7%. Cinque mesi fa si stimava una contrazione del Pil dello 0,8%. Nel 2014 il Pil dovrebbe invece tornare positivo, con un incremento dell’1%.
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Boldrini-Grasso ecco le cifre dell’autoriduzione dei costi


«Né io né Grasso apparteniamo alla casta, siamo persone normali come il 99 per cento degli italiani»: così Laura Boldrini ha risposto ieri all’ingresso di Montecitorio, di ritorno (sempre a piedi) dalle consultazioni al Quirinale. Entrambi i presidenti delle Camere si sono già autoridotti lo stipendio. Il loro piano «francescano» per la riduzione degli stipendi a deputati e senatori va avanti, e sarà sottoposto all’ufficio di presidenza di entrambi i rami del Parlamento (che sarà eletto oggi) e da questo ratificato.
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Crisi, le proposte di Sel per economia e lavoro: dagli esodati al rifinanziamento della Cig


Seconda conferenza stampa dei rappresentanti parlamentari di Sel per presentare le proposte su crisi e lavoro. E’ Titti Di Salvo, vicepresidente del gruppo di Sel alla Camera, a presentare in conferenza stampa le prossime iniziative del suo partito. «Per noi – conferma – l’emergenza economica resta la priorità. Proviamo a dire come si potrebbe affrontare».
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Vendola: per lo sviluppo del paese stop al patto di stabilità. Boldrini-Grasso sì a commissione speciale


«Lo sblocco dei 67 miliardi per investimenti di fondi Fas e Fesr, attualmente bloccati dai vincoli del Patto di stabilità interno, permetterebbe l’apertura di 100 mila nuovi cantieri». A spiegarlo è stato il presidente della Regione Puglia e leader di Sel, Nichi Vendola, a margine della manifestazione che i Comuni hanno promosso questa mattina insiema all’Ance sui vincoli del Patto di stabilità. Vendola ha evidenziato “la stupidità” di questi paletti imposti dal Patto di stabilità interno dove «vengono messe sullo stesso livello le spese per gli investimenti e quelli per la spesa corrente».
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Quirinale, Vendola: spetta a Bersani offrire al paese un programma e un governo di cambiamento


Secondo appuntamento del pomeriggio per le consultazioni del capo dello Stato con il gruppo parlamentare di Sinistra Ecologia Libertà della Camera. Il gruppo era rappresentato dal leader del partito, Nichi Vendola, e dal capogruppo alla Camera, Gennaro Migliore. All’uscita dell’incontro con Napolitano il leader di Sel ha pronunciato alcune parole: «Abbiamo rappresntato al presidente della Repubblica la nostra soddisfazioni per l’elezioni dei nuovi presdenti delle Camere. L’Italia ha vissuto una prova di buona politica. Una buona  politica che deve rispondere ai drammi dell’Italia. La  politica deve sentire il dolore dell’Italia e rispondere positivamente alla richiesta di cambiamento,serve innovazione politica e culturale. Serve avere coraggio per superare questo momento di avvitamento della politica. Bisogna reagire a chi vuole trascinare il Paese in una infinita campagna elettorale, ignorando l’agenda sociale degli italiani. Il centrosinistra non ha avuto una vittoria piena , ma è maggioranza assoluta alla Camera dei deputati ed è la coalizone maggioritaria al Senato. Pensiamo che la prova di offrire al paese un programma e un governo che possa interpretare le istanze di cambiamento spetti a Bersani».
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Consultazioni, De Petris, senatrice Sel e capogruppo Misto: Napolitano troverà soluzioni


“Sono ottimista al contrario di molti altri perché penso che Napolitano saprà trovare una soluzione. Non dobbiamo partire dalle alleanze a tavolino, ma dalla maggioranza del centrosinistra. Da lì si deve iniziare con una proposta di cambiamento. Quella di Bersani e del centrosinistra non è stata una trappola , ma una strategia politica. L`incarico deve essere dato a Bersani e cerchiamo di fare un tentativo.” Lo ha detto a Tgcom24 senatrice di Sinistra ecologia Libertà e capogruppo del gruppo misto al Senato, Loredana De Pedris.
Mandato esplorativo a Grasso? “I giornali sono pieni di retroscena. Abbiamo suggerito al presidente Napolitano di partire dalla coalizione che ha vinto le elezioni. Noi pensiamo che l’indicazione deve essere quella di Bersani e poi di proseguire nel metodo innovativo» con un governo che affermi «il cambiamento» richiesto dagli elettori ha proseguito  la senatrice.
Sulle strategie con cui attirare il consenso dei grillini, lDe Petris ha aggiunto: «Un mix tra proposte innovative e di proposte programmatiche è la ricetta giusta. Bersani giocherà le sue mosse, ma non è una sfida personale. Lo stesso metodo applicato per l`elezione di Boldrini e Grasso lo si proverà per il governo».
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Iniziate consultazioni al Quirinale. Boldrini: Napolitano intende fare presto, ma sta a lui esplorare soluzioni


«C’è bisogno di fare un governo e sta al presidente della Repubblica eplorare le strade per arrivarci. Napolitano intende risolvere subito. Ora non spetta a noi ma al capo dello Stato». Così la presidente della Camera, Laura Boldrini, interpellata dai cronisti al ritorno dalle consultazioni al Quirinale.
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Barozzino e Placido su permessi di ricerca idrocarburi




Apprendiamo con profonda preoccupazione che la Delta Energy Ltd, società di diritto inglese, ha puntato gli occhi sul territorio del  Vulture per la ricerca e l’estrazione di idrocarburi. Il progetto prevede una preliminare indagine geofisica su un’area oltre 150 KMq compresa tra i comuni di Melfi, Rapolla e Barile che, nei propositi della società petrolifera, dovrebbe esitare, in caso di valutazione positiva, in più specifiche e invasive attività esplorative attraverso perforazioni in profondità del suolo.
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Sel si presenta in Parlamento: otto proposte di cose da fare. Dalla legge sulla corruzione ai matrimoni gay


Una conferenza stampa “eccentrica”, per dirla con Vendola. Paradossale. Sicuramente fuori sincronia rispetto a quel che accade dieci, quindici metri più in là. E’ il primo incontro dei parlamentari e senatori di Sel con i giornalisti alla Camera. E’ il loro primo incontro ma è anche
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Direzione di Sel. Le conclusioni di Nichi Vendola


La Direzione di Sinistra Ecologia Libertà si è riunita il 5 marzo e in seconda battuta l’11 marzo per discutere il risultato elettorale e la situazione politica. Nelle stesse date si sono riuniti i deputati e senatori eletti per votare i  due capigruppo al Parlamento: alla Camera sarà Gennaro Migliore mentre al Senato Loredana De Petris. Le conclusioni della Direzione di Nichi Vendola.
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Pietro Grasso eletto presidente del Senato

Alla quarta votazione, dopo un serrato ballottaggio con Nicola Schifani, candidato espresso dal Pdl, l’ex procuratore Antimafia Pietro Grasso è stato eletto presidente del Senato, cui era candidato per conto del centrosinistra. Per lui, 138 voti, una dozzina di voti in più del necessario, “esterni” alla coalizione Pd-Sel. Sul candidato del centrosinistra sono quindi confluiti anche voti che con tutta probabilità sono arrivati da M5S o da Scelta civica, visto che Renato Schifani ha raccolto i 117 voti. 
Classe 1945, Pietro Grasso è nato a Licata, in provincia di Agrigento, e cresciuto a Palermo, città che ha influenzato le scelte più importanti della sua vita sul piano professionale.
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Il discorso di insediamento a presidente della Camera di Laura Boldrini


Care deputate e cari deputati, permettetemi di esprimere il mio più sentito ringraziamento per l’alto onore e responsabilità che comporta il compito di presiedere i lavori di questa Assemblea.
Vorrei, innanzitutto, rivolgere il saluto rispettoso e riconoscente di tutta l’Assemblea e mio personale al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che è custode rigoroso dell’unità del Paese e dei valori della Costituzione repubblicana.
Vorrei, inoltre, inviare un saluto cordiale al Presidente della Corte costituzionale e al Presidente del Consiglio. Faccio a tutti voi i miei auguri di buon lavoro, soprattutto ai più giovani, a chi siede per la prima volta in quest’Aula.
Sono sicura che, in un momento così difficile per il nostro Paese, insieme riusciremo ad affrontare l’impegno straordinario di rappresentare nel migliore dei modi le istituzioni repubblicane.
Vorrei rivolgere, inoltre, un cordiale saluto a chi mi ha preceduto, al Presidente Gianfranco Fini, che ha svolto con responsabilità la sua funzione istituzionale.
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Dall’Onu al Parlamento, chi è Laura Boldrini

Laura Boldrini (Macerata, 28 aprile 1961) è una giornalista e politica italiana, ex portavoce dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR). È presidente della Camera dei deputati della Repubblica Italiana nella XVII legislatura.
Laureata in Giurisprudenza presso la Sapienza Università di Roma nel 1985, ha lavorato in Rai, sia per la televisione sia per la radio. Nel 1989 ha cominciato la sua carriera all’ONU lavorando per quattro anni alla FAO, dove si occupava della produzione video e radio.
Dal 1993 al 1998 ha lavorato presso il Programma Alimentare Mondiale (WFP) come portavoce per l’Italia. Dal 1998 al 2012 è stata Portavoce dell’Alto Commissariato per i Rifugiati (UNHCR) per il quale ha coordinato anche le attività di informazione in Sud-Europa. In questi anni si è in particolare occupata dei flussi di migranti e rifugiati nel Mediterraneo. Ha svolto numerose missioni in luoghi di crisi, tra cui ex Jugoslavia, Afghanistan, Pakistan, Iraq, Iran, Sudan, Caucaso, Angola e Ruanda.
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Italia, 8 marzo 2013. Dalla crisi non si esce senza le donne. Se non le donne chi?

C’é l’8 marzo, ci sono le mimose e le dichiarazioni che in queste occasioni in tanti pronunciano. E ci sono le donne. C’è Luisa che  vive a Roma, ha 30 anni,una bambina di 18 mesi,un lavoro a part-time in una agenzia di viaggi  che con rimbrotti le consente l’utilizzo dei permessi di legge per la cura dei figli. Luisa con il suo lavoro part-time paga la retta del nido privato. In quello pubblico non c’era posto. Continua a lavorare  perchè non vuole  essere solo madre. Alcune sue amiche hanno mollato sotto il peso delle difficoltà economiche e spesso per le pressioni dei mariti o dei genitori o per la fatica di tener testa ai mariti, ai genitori, al datore di lavoro si sono ritirate a casa. Malvolentieri.
C’é Giovanna che un lavoro dipendente non ce l’ha neanche  a part-time ,solo qualche saltuario lavoro precario .E’ laurerata.Vive in famiglia la frustrazione di non poter immaginare il proprio futuro. Ci sono le donne della mia generazione nella tenaglia della cura dei genitori e dei nipoti .Molte di loro hanno vissuto la militanza politica,quella sindacale ,il femminismo.Oggi hanno sulle loro spalle il peso di servizi  pubblici sempre più evanescenti. Ci sono le tante ragazze disoccupate ,soprattuto al Sud. Tante donne esodate,soprattutto al Nord.
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La sfida di Grillo all’informazione e il diritto dei cittadini di sapere


“Sconvolgente, morboso, malato, mostruoso” non è l’assalto dei giornalisti ai neoparlamentari del MoVimento 5 Stelle. Quell’affollarsi di telecamere e microfoni è il prezzo, il felice prezzo, che paga ogni fenomeno nuovo e di successo che esce dall’anonimato e diventa oggetto di attenzione pubblica. Morboso, malato, mostruoso è piuttosto l’atteggiamento del loro leader: feroce avversario di Berlusconi, ma suo fedele e talentuoso emulo nel rapporto coi media. Nel ’94, nell’era analogica, ci fu la videocassetta della cosiddetta “discesa in campo”. Oggi che siamo digitali c’è il post. Ma uguale è la pretesa di una comunicazione unidirezionale, in cui le domande dei giornalisti sono un fastidioso inciampo da togliere di mezzo: con gli editti, con gli insulti, con le minacce. Noi non abbiamo cambiato idea: ai personaggi che abbiano ruolo pubblico compete il dovere di rispondere. E pazienza se la prova-telecamera talvolta provoca crepe nella fiducia dell’opinione pubblica. Tutta Italia rideva quando le Iene ricevevano risposte imbarazzanti ai test di storia fatti sulla piazza di Montecitorio. Antonio Di Pietro ha pagato un prezzo alto ad un’inchiesta televisiva di Report sulle sue proprietà immobiliari. Perché ora bisognerebbe riservare un trattamento di favore ai nuovi arrivati? L’opinione pubblica ha il diritto di conoscere le opinioni dei neoparlamentari sul fascismo o sui microchip inseriti negli Usa sotto la pelle degli individui. E se Grillo cerca i “mandanti” di queste operazioni, può aiutarlo un memorabile Altan di annata: “a volte mi chiedo chi sia il mandante di tutte le cazzate che faccio”.
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Sindaco di Rionero: Fermare la strage, non più rinviabili interventi sulla viabilità.



Gli interventi sulla viabilità non possono essere più rinviati, è necessario agire senza più indugi per fermare questa intollerabile strage sulle strade”.

E’ questo l’invito rivolto dal Sindaco di Rionero, Antonio Placido, all’ANAS ed ai Presidenti della Regione Basilicata e della Provincia di Potenza per sollecitare rimedi urgenti per la viabilità intercomunale.

Il Sindaco Placido continua. “L’ultimo tragico incidente occorso sulla ex-SS.658 nel tratto Melfi-Rionero-Potenza e le condizioni insidiose in cui versa la ex-SS.93 nel tratto Atella-Rionero-Barile ripropongono l’urgenza di porre rimedio indifferibile alle condizioni della viabilità che continuano a provocare drammi umani e familiari.
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Sel si impegna per profondo e reale cambiamento




In questi giorni alcuni commentatori, non certo autorevoli se si considera che si cimentano nel proporre soluzioni politiche (?) ad una situazione che grandemente hanno contribuito a produrre, si avventurano nella interpretazione dei risultati elettorali. Contrariamente a quanto sostenuto da molti, il centrosinistra, ormai è chiaro, non ha vinto queste elezioni.
Non le ha vinte a livello nazionale. Non le ha vinte a livello regionale. In Basilicata, infatti, con poco più del 34% alla Camera, il centrosinistra è maggioranza relativa e ottiene il peggior risultato di sempre. Grillo è il secondo partito ad un soffio dal PD. Chi prova ad offrire soluzioni che solo in parte e con concessioni quasi di facciata tengono conto della imponente domanda di cambiamento che viene dalla società e dall’elettorato, forse non ha ben chiaro che queste elezioni politiche hanno rappresentato una rivoluzione copernicana nello scenario politico-istituzionale italiano. Forse non ha ben chiaro che niente più sarà come prima. Il centrosinistra a livello nazionale e regionale si trova, quasi costretto, a dover fronteggiare un malcontento sociale ed una rabbia che si sono tradotte in un consenso senza precedenti e uniforme su tutto il territorio.
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Bersani: nessuna trattativa. La nostra proposta non è una pretesa ma un dovere davanti al paese


“Quando dico cambiamento cominciamo dal ribaltare lo schema: non stiamo facendo trattative, ma ci mettiamo davanti al Paese con proposte che si possono realizzare. In passato non c’erano le condizioni per realizzarle, ora sì”. Così Pier Luigi Bersani, presentando la prima delle otto proposte per un governo di minoranza, sulla corruzione, incalza il M5S.
”La nostra proposta non è una pretesa, tantomeno la mia, ma è un dovere. Dobbiamo dire attraverso quale via si possa arrivare alla governabilità e avviare la legislatura. Responsabilità è cambiamento”.
Il leader del Pd ha anche parlato dei timori avanzati dal presidente di Confindustria che si detto preoccupato che l’assenza di un esecutivo mette a rischio la possibile ripresa economica. “Il richiamo di Squinzi è assolutamente da sottolineare. Bisogna tenere gli occhi fissi su questo drammatico passaggio perché il Paese è in crisi profonda; non se ne parla, ma la recessione è drammatica e l’andamento dell’economia reale è preoccupante”.
“Dopo le analisi della Direzione di ieri entriamo con tutti e due i piedi nella realtà del momento. La situazione non è più elettorale ma parlamentare e il Pd ha quasi il doppio dei parlamentari della destra e quasi il triplo di Grillo. In altri sistemi elettorali ci sarebbe la governabilità ma nel nostro balordo sistema elettorale questo non  è consentito”.   ha proseguito Bersani.
Corruzione, concussione, traffico di influenze illecite, autoriciclaggio, falso in bilancio e scambio elettorale: sono i punti della proposta presentata. “Sono norme – sostiene Bersani in conferenza stampa insieme a Piero Grasso – che non riguardano solo il grado di civismo, ma l’economia. E’ il punto più cruciale: un paese che vuole tornare a crescere non può essere al 72/mo posto nella classifica dei paesi più corrotti.Non è vero che con l’onestà non si mangia, con l’onesta si mangia e si beve”.
“Il problema è l’abbrivio, se avviene sono più fiducioso di Renzi sulla durata di questo governo perché l’esigenza di cambiamento è conclamata”. Così Pier Luigi Bersani replica al sindaco di Firenze su un’eventuale durata della legislatura.
“Grillo non vuole diplomazia né scambi di sedie, io meno di lui. Bisogna dare risposte serie e non incappucciate davanti al Paese”. Così Pier Luigi Bersani sui ripetuti rifiuti del leader M5S per un’intesa di governo.
“Non inseguo Grillo in tutto questo che dice la mattina, il pomeriggio e la sera. Non replico agli insulti, ho in testa il mio Paese”. Così Pier Luigi Bersani incalza il leader M5S. “Lui ha scelto la via parlamentare – evidenzia il segretario Pd – poteva incanalare questa protesta per via extraparlamentare. Ora dica come intende prendersi responsabilità davanti al Paese”.
“Se chiamati, noi abbiamo proposto che cosa vogliamo fare per il Paese. Questa è la proposta, il piano A, non tocca a noi elaborare altri piani, ci affidiamo alle indicazioni del capo dello Stato”. Pier Luigi Bersani risponde così a chi gli chiede se immagina di ricevere un mandato esplorativo o pieno dal Colle. “Sono assolutamente rispettoso – afferma Bersani – delle prerogative del Colle. Tutto il resto si vedrà nei contatti e nei rapporti con il presidente della Repubblica”.
Bersani  si è poi recato a Palazzo Chigi per il previsto colloquio con il premier Mario Monti in vista del prossimo Consiglio europeo.
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Bersani chiude a governo di alleanza con il Pdl e lancia un programma di otto punti da portare in Parlamento

Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani ha escluso oggi la possibilità di un accordo di governo con il Pdl, lasciando invece la strada aperta al dialogo con i montiani e il Movimento Cinque Stelle, e ha rilanciato un programma di governo “di cambiamento” in otto punti che corrisponde in larga parte a quanto il centrosinistra ha proposto prima del voto.
Bersani, candidato premier del centrosinistra dopo le elezioni che hanno visto il Pd e i suoi alleati conquistare la Camera, ma non il Senato, ha anche detto che non è possibile una soluzione di governo che non tenga conto dell’esigenza di cambiamento uscita dal voto.
“Per noi non ci può essere una soluzione che stia al di sotto dell’esigenza di cambiamento che il Paese invoca, e il cambiamento non possiamo cercarlo con chi l’ha impedito fin qui, con chi ha seminato gran parte di quel vento che oggi c’ha portato la tempesta”, ha detto il leader politico.
“Non pensiamo praticabili, né credibili in nessuna forma accordi di governo tra noi e la destra berlusconiana”, ha ribadito Bersani, quasi alla fine di un intervento di circa 35 minuti davanti alla direzione del suo partito, i cui lavori vengono trasmessi in diretta web, per la prima volta.
Una scelta, quella dello streaming via Internet, che sembra far eco al M5s e alla sua decisione di diffondere pubblicamente la prima riunione degli eletti in Parlamento, lunedì scorso. Ma anche, sostengono alcuni critici, un modo per spingere il partito all’unità, cercando di comprimere le critiche interne alla gestione di Bersani nella complicata fase post-voto.
Dopo aver spiegato che il Pd rispetta i “percorsi istituzionali e le prerogative del Capo dello Stato”, Bersani ha comunque difeso il “dovere politico di pronunciarci con semplicità e con chiarezza di fronte all’opinione pubblica”, evitando trattative extraparlamentari coi partiti, di fronte a “uno stato d’animo trasversale” che va dalla protesta alla richiesta “impaziente” di riforme passando per la richiesta di “alternative utopiche”
Come aveva fatto nei giorni scorsi, anche dopo una telefonata con il presidente francese François Hollande, Bersani ha voluto sottolineare il carattere “europeo” del voto italiano in una fase di prolungata crisi economica, parlando di “un sommovimento di evidente dimensione europea che si segnala in modo acuto nei paesi mediterranei”.
Anche se poi l’Italia è il solo Paese dell’Europa occidentale, a detta degli analisti politici, in cui una lista ottiene al suo esordio il 25% dei voti, come è il caso del M5s di Beppe Grillo.
Per Bersani, in Europa “l’economia reale consegna dati negativi un po’ ovunque, (mentre) l’equilibrio finanziario mostra comunque delle crepe”. In Italia la crisi riporta addirittura ai tempi della guerra, con un impoverimento diffuso, e la politica “perde via via la presa sulla realtà”.
Il segretario democratico ha ammesso che il suo partito e lo schieramento non è riuscito a intercettare a sufficienza “la richiesta di cambiamento”, basata appunto sul disagio sociale dovuto alla crisi, e ha mancato della necessaria “determinazione” nella campagna elettorale. Ma comunque rilancia la propria candidatura a premier di “un governo di cambiamento”, come lo ha chiamato dall’indomani del voto, escludendo, almeno per il momento, soluzioni diverse, come un governo tecnico o anche il ritorno alle urne.
Serve, ha detto Bersani, “una fase incisiva che dia il segno che cambia davvero qualcosa, e comunque noi dobbiamo dare voce a questa esigenza che dopo le elezioni si cambi qualcosa, e questo dobbiamo dirlo senza balbettare o partecipare al balletto delle ipotesi”.
Alla base del governo proposto da Bersani – a cui comunque Grillo ha già risposto con un rifiuto, definendo il segretario “un morto che parla” – ci sono otto punti che in sostanza ripropongono il programma elettorale del Pd alla vigilia del voto, ma con una accentuazione maggiore delle misure per “moralizzare” la politica.
I primi due punti riguardano il superamento delle politiche europee di austerity e “misure urgenti sul fronte sociale e del lavoro” – come l’allentamento del patto di stabilità per i Comuni per far ripartire gli investimenti pubblici – mentre il terzo si intitola “riforma della politica e della vita pubblica”, con il dimezzamento dei parlamentari, la riduzione dei loro stipendi e la cancellazione delle province, nonché una legge elettorale col doppio turno di collegio.
Tra gli otto punti, Bersani inserisce anche un pacchetto di iniziative che vanno dalla legge sul falso in bilancio a quella sul conflitto d’interessi, fa un riferimento all’”economia verde” e anche ai diritti – dalle unioni omosessuali alla cittadinanza per i figli di immigrati nati in Italia – oltre che al “potenziamento del diritto allo studio”.
Proposte che verranno messe su Internet per essere discusse e integrate grazie alla “partecipazione”.
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Vendola: passaggio molto stretto. Serve una maggioranza per il cambiamento

Una terza via tra un governo di Pier Luigi Bersani e il ritorno obbligato alle urne. Nichi Vendola ha parlato, al termine della della direzione di Sel – aggiornata a lunedì prossimo – della necessità di una “maggioranza per il cambiamento. Il passaggio è molto stretto – dice – ma tutto ciò che andasse nella direzione opposta sarebbe drammatico per il Paese”. Dalla notte di lunedì si inseguono formule, si azzardano soluzioni: “Se dovessi utilizzare un’espressione parlerei piuttosto di un ‘governo di anti-tecnici’, ossia non un governo eterodiretto dalle lobbie economico finanziarie ma un esecutivo di personalità che incarnino, nella loro biografia, quel sentimento di protezione dei beni comuni. Personalità – conclude Vendola- e un programma che parlino al Paese”. “Bersani deve fare la prima mossa – ha proseguito il governatore della Puglia – e gli suggerisco di presentarsi con un programma che parli al Paese e con una squadra di governo che possa stupire”
Ma incomincia a farsi strada anche una ipotesi è di un ‘piano B’ per uscire dall’impasse del dopo-voto, individuando un ‘profilo civico elevato’ che possa guidare un governo e ottenere l’appoggio anche dei parlamentari del 5 Stelle. Del resto durante la direzione nazionale si è discusso  proprio di questo: della necessità di una soluzione. “L’alternativa non è o Bersani o il voto anticipato, non è ‘Bersani o morte’: si può individuare una personalità di altissimo profilo”, che non sia un tecnico ma una figura di primissimo piano, che possa formulare una piattaforma che tenga conto anche delle istanze sostenute dai grillini.
Nel corso della direzione di Sel si è stato fatto anche un esame del voto del 24 e 25 febbraio: sarebbe emersa, tra l’altro, una buona dose di autocritica nel modo in cui è stata affrontata la campagna elettorale. “Moltissimi dei temi e delle parole d’ordine che fanno parte del vocabolario di Sel fin dalle origini, come il reddito di cittadinanza o la riduzione delle spese militari – è la spiegazione -  sono state fatte proprie da Grillo e percepite come rivendicazioni del Cinque Stelle”.
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I risultati di Sinistra Ecologia Libertà


I dati elettorali consegnano all’Italia un quadro politico difficile. Per Sinistra Ecologia Libertà i risultati sono sotto le aspettative ma determinati dall’andamento anche dell’intera coalizione. 

Ecco i primi dati degli eletti per Sel.

Camera
PIEMONTE 1
Giorgio Airaudo, Celeste Costantino
PIEMONTE2
Fabio Lavagno
LOMBARDIA1
Claudio Fava,  Daniele Farina
LOMBARDIA 2
Titti Di Salvo, Luigi Laquaniti
LOMBARDIA 3
Franco Bordo
VENETO 1
Alessandro Zan
VENETO 2
Giulio Marcon
FRIULI V.G.
Serena Pellegrino
TRENTINO A. ADIGE
Florian Kronbihler
LIGURIA
Stefano Quaranta
EMILIA ROMAGNA
Francesco Ferrara, Giovanni Paglia
TOSCANA
Martina Nardi, Marisa Nicchi
MARCHE
Lara Ricciatti
LAZIO 1
Massimiliano Smeriglio, Sergio Boccadutri, Ileana Piazzoni
LAZIO 2
Nazzareno Pilozzi
ABRUZZO
Gianni Melilla
CAMPANIA 1
Gennaro Migliore, Arturo Scotto
CAMPANIA 2
Michele Ragosta, Giancarlo Giordano
PUGLIA
Nichi Vendola, Nicola Fratoianni, Annalisa Pannarale, Toni
Matarrelli, Donatella Duranti
BASILICATA
Antonio Placido
CALABRIA
Ferdinando Aiello
SICILIA1
Erasmo Palazzotto
SICILIA 2
Laura Boldrini
SARDEGNA
Michele Piras

In totale i deputati e le deputate elette di Sinistra Ecologia Libertà sono 37

Senato
TOSCANA
Alessia Petraglia
LAZIO
Loredana De Petris, Massimo Cervellini
CAMPANIA
Giuseppe De Cristofaro
PUGLIA
Dario Stefano
BASILICATA
Giovanni Barozzino
SARDEGNA
Luciano Uras

I senatori e le senatrici di Sel sono 7.
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