Vendola: “Basta baciare rospi, io non nuoto nella palude”


Nichi Vendola non cambia idea sulla possibilità di dover “baciare il rospo” e accettare un’alleanza con i centristi di Mario Monti. “Credo che, non solo in Italia, la sinistra di rospi ne abbia baciati sin troppi e non mi pare che si sia trasformata in principe azzurro”. Intervenendo al videoforum su Repubblica Tv, il leader di Sel si impegna sulla stabilità del governo futuro: “Io sarò garante della stabilità se ho come bussola il programma sottoscritto dal centrosinistra. Non nuoto però nella palude”. 
“È angosciante immaginare questo sbocco che porta a una palude”, ha aggiunto Vendola rispondendo al vicedirettore Massimo Giannini. “Mario Monti – insiste – per non perdere tutto deve ottenere l’ingovernabilità e anziché ricambiare l’atto di generosità fatto dal Pd con il sostegno fornito per un anno anche a provvedimenti iniqui, pensa di poter ipotecare le prossime politiche economiche e sociali. Bisogna rendere visibile la posta in gioco. Il centrosinistra è l’unica forza che può vincere e battere la destra, seppellire il cadavere della Seconda Repubblica e bonificare il paese dal veleno di Berlusconi. Bisogna impedire che la pienezza della vittoria venga scalfita. Ci sono due destre: una populista, negazionista, che gioca con il razzismo e l’omofobia, con il sentimento di paura, e c’è una destra che ha altre tradizioni, è democratica, costituzionale, europeista. Berlusconi le ha tenute insieme. Queste due gambe hanno iniziato a divaricarsi e Monti ora è il capo della scissione, è l’avversario che vorrei”.
Replicando alla domanda di un ascoltatore, Vendola ha affrontato anche la vicenda del Monte dei Paschi di Siena: “Il problema non è lo strapotere della politica ma lo strapotere delle banche”, dice. “È necessario separare l’attività creditizia e di raccolta del risparmio delle banche da quella finanziaria”.
Tra i quesiti arrivati in redazione, anche la questione della patrimoniale. “Abbiamo bisogno di rivoluzionare il fisco: non è possibile ci sia uno Stato vessatore; dobbiamo creare un erario amico, fare un nuovo patto generazionale. E riagganciare il principio della patrimoniale sugli attivi finanziari. Capisco Bersani che ha frenato: le destre hanno creato un’idea sublime, che la patrimoniale sia sui piccoli risparmiatori. Quella l’hanno già fatta, sui pensionati tassati con una patrimoniale sulle poche centinaia di euro con cui campano. La piccola impresa e il risparmiatore sono già stati vessati abbastanza dalle destre che invece hanno blindato il mondo finanziario. Io lì voglio entrare”.
Il presidente della Regione Puglia ha quindi spiegato come pensa di finanziare le politiche economiche di un eventuale governo di centrosinistra per combattere recessione e disoccupazione. “Bisogna fare una spending review a tutto campo, senze reticenze, per esempio sulla spesa militare. Perché possiamo mettere in discussione l’aiuto ai malati di Sla ma non l’acquisto dei caccia bombardieri?”.
All’elettore che gli ha chiesto come si comporterà sul ripristino dell’art. 18 a cui il PD ha già risposto picche, Vendola non rinnega l’impegno preso: “Sull’articolo 18 ho promosso il referendum. Ci sono delle materie in cui il disaccordo tra PD e SEL può essere affrontato davanti al popolo, penso ai referendum. Penso all’acqua pubblica e al nucleare: in quell’occasione, 27 milioni di italiani presero il PD e lo spostarono a sinistra. È questo il primato della politica inteso come primato del bene comune”.
Molte domande sul mancato accordo tra centrosinistra e la lista di Antonio Ingroia. La ragione, spiega, è legata agli attacchi condotti contro il Quirinale. “Capisco che il Pd abbia segnato una linea di demarcazione netta sugli attacchi contro Giorgio Napolitano – spiega Vendola - io non ho interrotto il dialogo con loro, ma non ho capito qual è il collante politico che tiene insieme la lista di Ingoria. Il giorno dopo non ci sarà più Rivoluzione civile, ma ci saranno di nuovo Di Pietro, i Verdi, Rifondazione e i Comunisti italiani”.
Il leader di Sel torna a chiarire il suo pensiero su Grillo. “È il maggiore competitor di Berlusconi, dall’apertura a Casa Pound alle frasi contro i sindacati. La politica non è necessariamente la casta, semmai ha il vizio di fare da maggiordomo alla casta. La casta è quella che non risponde delle sue scelte. Va bene bonificare i costi della politica, ma poi bisogna occuparsi dei finanziamenti ai petrolieri, agli speculatori. La vera casta gode della perdita di legittimità della politica. Nelle bestemmie salvifiche i più forti continuano a dominare”, conclude Vendola.
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Barozzino critica Speranza. Polemica a sinistra su Fiat e lavoro

Il capolista di Sel contro il capolista del Pd sulle strategie politiche sulla Fiat e la cassa integrazione 

di SALVATORE SANTORO

La Sel reagisce. Lo fa il capolista per il Senato, Giovanni Barozzino  a cui evidentemente non sono piaciute le parole del capolista per la Camera dei deputati, Roberto Speranza del Pd. Il tema è la Fiat di San Nicola di Melfi, le posizione di Marchionne, le strategie della casa automobilistica e il regime di cassa integrazione degli operai. Un ventaglio di questioni su cui Pd e Sel non si trovano sulla stessa linea almeno dalle dichiarazioni dei due capilista lucani. E non è certo una sorpresa la linea dura di Barozzino che è stato progatonista, come operaio Sata, di una delle pagine più importanti della lotta sindacale in Basilicata degli ultimi anni. Ad ogni modo la posizione critica di Giovanni Barozzino non è direttamente contro la Fiat ma contro Speranza. Queste le dichiarazioni: «Non sono condivisibili, quindi, le affermazioni di Roberto Speranza con riferimento alla Fiat di Melfi, perché corrono il rischio di rivelarsi superficiali e lontane dal merito».E quindi Barozzino per rafforzare il proprio punto di vista cita il segretario nazionale del Partito democratico, Pierluigi Bersani che nei giorni sorsi sulla Fiat aveva detto: “Si può capire che chi mette nuove linee possa proporre della cassa integrazione ma se fossi al governo, davanti a una richiesta così impegnativa, chiamerei Marchionne per capire precisamente che succede in termini di investimenti in quello stabilimento e negli altri. Cerchiamo di rispettarci e non lanciare parole a vuoto perchèè quando parliamo di industria automobilistica in Italia non stiamo parlando di noccioline”. E quindi l’esponente della Sel, candidato direttamente da Nichi Vendola prosegue: «Basterebbe rifarsi a queste parole per comprendere il rischio contenuto nelle affermazioni di Speranza. Non è possibile pensare che dagli equilibri, tutti peculiari e specifici, del centrosinistra regionale possano farsi discendere conclusioni avventate e assai rischiose per il futuro del Paese e di migliaia di lavoratori».Ma cosa aveva detto Speranza di così grave per Barozzino. In buona sostanza il segretario regionale del Pd di Basilicata  nell’apertura della campagna elettorale prima a matera e poi a Potenza aveva detto di apprezzare il piano di rilancio proposto dalla Fiat ma si era detto preoccupato per i due anni di cassa integrazione anche se poi ha ulteriormente aggiunto che si tratterebbe di un prezzo salato da pagare per gli operai e l’indotto ma che potrebbe essere digerito per un futuro migliore. Parola più parola meno. Da qui la reazione di Barozzino che anche sulle questioni politiche evidenzia: «La coalizione che si presenta alle prossime elezioni per accettare la difficile sfida del governo in una fase molto delicata qual è quella che vive il nostro Paese in questo difficile momento di crisi dell'economia reale è una coalizione di centrosinistra. Ci sono degli obblighi di lealtà e degli impegni reciproci che i partiti si sono presi dinanzi agli elettori al momento delle primarie e nella campagna elettorale. Proprio per questo, si dovrebbe essere più attenti e rispettosi delle sensibilità dei diversi partiti che compongono la coalizione». 

Fonte: http://www.ilquotidianodellabasilicata.it
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Un voto per la dignità


Il voto, ogni singolo voto, è l’arma pacifica della nostra democrazia. Per quanto si tenti sempre più di snaturarlo come merce che si vende e si compra, il voto non ha altro prezzo che non sia la dignità di chi lo esercita in maniera libera e responsabile. Solo così diventa l’arma di cui ogni singolo cittadino pacificamente dispone per scardinare l’andamento delle cose, aprendo le porte al cambiamento. È il cambiamento il nostro orizzonte, con il voto e dopo il voto. Perché è il cambiamento ad essere, qui ed ora, la partita veramente “utile”, necessaria, che ci mette in gioco. È da troppo tempo – un tempo opaco e triste – che sentiamo le parole della rassegnazione: quelle che ci dicono che la politica non può fare nulla se non sancire la propria impotenza. Il disco incantato ripete il ritornello: ”ce lo impone la crisi, ce lo dice l’Europa”. Parole usate per sterilizzare la speranza e per addestrarci a convivere fatalisticamente con le nostre paure e le nostre solitudini. Diciamo la verità: la crisi non ha prodotto soltanto diseguaglianze, povertà, immiserimento, mettendo ben al riparo le tante ricchezze di pochi. La crisi ha frantumato il senso alla parola “futuro” e ha riempito di paura e di solitudine il nostro presente: questo è il senso più profondo della nostra sconfitta. Della sconfitta del mondo del lavoro, cui è stato tolto dignità e valore. Della sconfitta culturale e politica del diritto ad avere diritti, di governare se stessi, il proprio corpo, il proprio orientamento sessuale, di poter scogliere i nodi complessi e delicati che riguardano la nascita e la morte. Ci è stato tolto il bene infinitamente prezioso del tempo. Il tempo delle nostre esistenze che cercano il loro compimento nella bellezza di un ambiente rispettato, nella cura di relazioni umane solidali, nella ricerca di un sapere critico capace di nutrirci con la memoria e la conoscenza.
Non sono state né le immutabili leggi di natura né la presunta oggettività ed inevitabilità delle cose a tentare di spingerci nell’angolo dell’impotenza. È stata prima di tutto una certa politica fin qui complice di una finanza predona e malata della propria onnipotenza. È una politica che ha nomi e cognomi, ha partiti e giornali, ha banche e televisioni. Noi, che sembriamo i soli a farlo in Italia ma abbiamo buoni compagni in Europa, la chiamiamo col suo nome vero: è la destra. Innanzitutto la destra liberista e populista che, con Silvio Berlusconi, ha segnato in profondità 20 anni di storia italiana producendo un significativo regresso sociale e civile del nostro paese. Ma è anche la destra perbene e dell’elite tecnocratiche che invocano il dominio della tecnica come surrogato della politica e della democrazia. La destra, ha prima generato la crisi, poi è risultata incapace a contenerla e ora si candida nuovamente a governare le nostre vite intristite, rubandocele una seconda volta. Ma l’inganno si è spezzato. Di fronte alla crisi e alle cattive ricette anti crisi noi, la sinistra, vogliamo mettere da parte l’emergenza infinita per aprire porte e finestre al cambiamento possibile, in Italia come in Europa. Questa sfida vogliamo vincerla chiedendo un voto che abbia la forza di smontare l’inganno che giunge sino al punto di negare, di fronte alla crisi, l’esistenza stessa di una destra e di una sinistra. È un tentativo che pare ormai avere interpreti maldestri soltanto in Italia, se è vero che persino il Fondo Monetario sta tornando sulle strategie sin qui adottate per contrastare la crisi mettendo in chiaro gli errori compiuti dai neo-liberisti. Non si può imboccare la strada del risanamento e di una nuova crescita economica eco compatibile reiterando quelle politiche di rigore a senso unico e di austerità che hanno soffocato ogni sviluppo, accresciuto la disoccupazione anziché contrastarla, sbagliando tutti i calcoli dei tagli alla spesa pubblica come salute e istruzione con effetti depressivi sul ciclo economico.
La nostra sfida sta in quell’idea di democrazia che richiede prima di tutto programmi “diversi” su come si risponde ad una crisi epocale che tocca nel vivo testa e cuore delle persone, su come si governa un grande e disorientato paese come l’Italia, su come si sta in un’Europa che deve ritrovare la propria missione al di fuori dei soli precetti finanziari. Non esistono, se non nella retorica inconcludente di una concordia nazionale, “agende” che si pongono da sé medesime al centro di un governo immobile, che si sottraggono ad un confronto vero con le idee ad esse alternative, pronte a scommettere sull’ingovernabilità del paese e sul “tagliar le ali” per affermare di esistere. È la tecnica consumata di una vecchia e stanca politica, dentro cui non soffia  alcun vento fresco di cambiamento. Quello che abbiamo da dire con il nostro programma, sulla centralità del lavoro e sulla conversione  che abbia al centro la green economy , sul welfare europeo e sullo Stato di diritto, su quei beni comuni sottratti alla privatizzazione e restituiti alla cittadinanza, sugli Stati Uniti d’Europa che aprono finalmente il capitolo della lotta alla povertà e alla disuguaglianza, sull’affermazione di una nuova democrazia paritaria e di genere, tutto questo ha a che fare con una sinistra capace di misurarsi con il governo adesso, proprio nel punto più aspro e duro della crisi che ci investe. Per questo chiediamo un voto a Sinistra Ecologia Libertà. Per mettere in campo la nostra idea di democrazia e libertà, scolpendo con forza come prima parola del nostro programma di governo, la stessa che apre la Carta dei diritti fondamentali dell’Europa. La parola “dignità”. Benvenuta sinistra.
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Elezioni 2013, Bersani-Vendola-Tabacci: Insieme per governare

Presentata in un albergo romano la coalizione di centrosinistra “Italia Bene Comune” dal segretario nazionale del PD Bersani, dal Presidente di Sinistra Ecologia Libertà Vendola e da Bruno Tabacci del Centro Democratico. I tre leader della coalizione di centrosinistra (assente il socialista Nencini) hanno rimarcato il loro patto politico, assicurando di voler correre per il governo del Paese. “Noi la foto di gruppo la facciamo, ma da qui vorrei sommessamente invitare Monti a fare la foto con Fini e Casini, Berlusconi a farla con Storace e Maroni, e Ingroia a farla con Di Pietro e Ferrero“. ha dichiarato nel corso della conferenza stampa il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. E chi lo incalzava sulle possiibili alleanze politiche future e sull’invito a taglare le ali Bersani è stato netto: ”Se lo tolgano dalla testa – ha affermato il segretario democratico – noi siamo persone serie, abbiamo stretto un patto”.  Un chiaro riferimento alla presunta “arroganza” di Mario Monti, a cui anche Nichi Vendola ha riservato qualche “stoccata”: “Fa bene a considerarsi un esperto di disoccupazione - ha ironizzato il leader di Sel - perché con le sue politiche i disoccupati sono aumentati molto”. “La politica si fa dichiarando quali sono le proprie intenzioni - ha aggiunto Vendola - Sel sarà un elemento di stabilità per questa coalizione di governo”.Sulle differenze fra  alleati: “Nessuno di noi rinuncerà alla propria cultura - ha assicurato il governatore della Puglia - perché pensiamo che sia la nostra ricchezza e il tramite attraverso il quale poter ascoltare i bisogni della gente”. E dopo aver evidenziato l’esigenza di promuovere una crescita eco-sostenibile contro il “cementismo” e il “vincolismo” sfrenato, il numero uno di Sel ha marcato la distanza con l’America: “Mentre Obama parla di eguaglianza e diritti civili - ha notato - noi parliamo di Scilipoti”. Non basta: “Le rivoluzioni solo dei maschi sono incivili”, ha scandito il presidente della Regione Puglia, puntando l’indice contro gli avversari politici che hanno scelto di investire poco sulle donne.
Per il centrosinistra le differenze, a partire da quella di genere, ma anche quelle politiche e culturali sono una ricchezza e non un impedimento politico. La valorizzazione delle differenze rappresenta per il centrosinistra  un valore aggiunto.
La prossima stagione sarà una stagione di riformismo forte e il centrosinistra con la sua agenda progressista e con la sua proposta di governo si candida a governare il cambiamento per portare l’Italia fuori dalla crisi economica e sociale con maggiore giustizia sociale, più lavoro e maggiore equità.
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Le liste e i candidati di Sel


Chi vuole conoscere i candidati nella propria regione e circoscrizione può ora consultare e scaricare le liste
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Sel mantiene l’impegno: le donne candidate sono più numerose rispetto a tutti gli altri partiti

Tra dire il fare come si sul dire si rischia di trovare il mare. Ma non funziona sempre così. Ad esempio gli impegni  presi  dal centrosinistra di candidare tante donne quanti uomini in parti egualitaria sono stati mantenuti. Le liste di Sinistra ecologia  Libertà sono decisamente rosa e anche molto più giovani. Tra i candidati teste di lista, che per Sel sono 85, 45 sono uomini e 40 sono donne con età media di 48 anni. Di questi  49 sono candidati alla Camera,  29 uomini e 20 donne. Al Senato la rappresentanza rosa supera quella maschile: su 36 candidati testa di lista 16 sono uomini e 20 sono donne con una età media di 54 anni. Nel complesso delle liste, i candidati di Sel sono 927, la percentuale femminile arriva al 43% (406 candidate donne).Per Nichi Vendola non ci sono ne se e ne ma e lo ha più volte dichiarato:«Se fossi eletto formerei un governo fatto a metà di donne e a metà di uomini. Lo sguardo delle donne è necessario per prendere decisioni migliori. Io in Puglia l’ho già fatto». Stessa linea nel Pd  che nei seggi blindati ha collocato metà di candidati donne sotto la spinta dei risultati delle primarie. E così quindici capilista su 38 sono donne. «Una rivoluzione» l’ha definita Bersani confermando nelle liste il quaranta per cento di presenze femminili nel rispetto del dato che in determinate realtà locali si è andati ben oltre la soglia minima indicata.
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L’Unione Europea con gli studenti Erasmus: devono poter votare

La Ue ”sostiene gli sforzi dell’Italia affinchè gli studenti Erasmus non siano discriminati e possano votare”: lo ha detto oggi un portavoce della Commissione europea. La commissaria europea all’Istruzione e cultura, Androulla Vassiliou, «sostiene fortemente gli sforzi in corso in Italia per assicurare che gli studenti che seguono corsi all’estero nel quadro del programma Erasmus non siano discriminati nell’esercizio del voto» alle prossime elezioni politiche in Italia.
Lo ha detto il portavoce della commissaria, Dennis Abbott, parlando con alcuni cronisti oggi a Bruxelles. «Non vogliamo criticare le regole italiane», ha aggiunto Abbott, riconoscendo che le leggi elettorali sono di competenza nazionale degli Stati membri ma, ha sottolineato «gli studenti all’estero non dovrebbero essere svantaggiati e la loro mobilità non deve essere disincentivata».  La legislazione europea è contraria alla discriminazione di uomini e donne, per qualunque ragione. «Gli studenti all’estero sono uomini e donne e non devono essere discriminati. Nel XXI secolo – ha continuato la fonte – è così facile far votare i cittadini all’estero. Gli studenti dovrebbero essere trattati esattamente come i soldati in missione e gli insegnanti all’estero».
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Sel a Rivoluzione Civile: basta con le solite e tristi liti a sinistra

Nichi Vendola, vede in Antonio Ingroia il capo di una coalizione che “non vuole governare”, ma invita Rivoluzione Civile a terminare le “risse a sinistra”. Sarebbe triste – ha sottolineato Vendola – se l’atteggiamento di dialogo di Antonio Ingroia fosse travolto dalla vis polemica di chi ripete l’antico copione delle risse a sinistra. Sarebbe molto triste se la volonta’ di Di Pietro e Ferrero, sia quella di mettere in scena l’ennesimo episodio della guerra fratricida a sinistra e annullare il senso che Ingroia voleva dare alla vicenda degli Arcobaleno”. 
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Vendola a Melfi: Monti è un avversario non un alleato. E alla Fiat: risposte certe, per ora c’è solo la cassa integrazione

 
I centristi riuniti attorno a Mario Monti per Nichi Vendola rappresentano “un avversario ideale, ma non un alleato”. Il presidente pugliese torna sul tema delle alleanze e ribadisce la distanza politica con il presidente del Consiglio. ”L’edizione romana di Repubblica – sottolinea Vendola – titola che io apro al centro. Ammetto che ho difficolta’ a comunicare un pensiero che viene sistematicamente manipolato. Mi sono presentato alle primarie come reincarnazione all’opposizione all’agenda Monti. Ho provocato un dibattito pubblico su come uscire fuori dalle politiche dell’Austerity, come credo che ci voglia piu’ rigore nelle politiche fiscali verso la parte piu’ ricca della popolazione, contro l’evasione e l’elusione fiscale. Questo – ha sottolineato ancora Vendola – mi rende competitivo ed alternativo all’agenda dei centristi”.  
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I candidati di SEL alle Elezioni Politiche del 24-25 febbraio 2013 - Circoscrizione Basilicata

Lista Camera:
1) Nichi Vendola, Presidente della Regione Puglia, Presidente nazionale di SEL;

2) Antonio Placido, 50 anni, Sindaco di Rionero in Vulture (PZ) dal 2006, vincitore delle primarie di SEL in Basilicata;

3) Lidia De Nittis, 55 anni, di Pisticci (MT), laureata in Scienze Infermieristiche, infermiera all'Ospedale di Tinchi;

4) Cesare Roseti, 28 anni, di Senise (PZ), laureando in Ingegneria per l'ambiente e il territorio, volontario di servizio civile presso Legambiente, membro del coordinamento nazionale di TILT;
5) Maria Antonietta Maggio, 29 anni, di Sarconi (PZ), laureata in Discipline Etno-Antropologiche, responsabile regionale Arci Immigrazione;

6) Maria Murante, 29 anni, di Ferrandina (MT), laureata in Traduzione letteraria e tecnico-scientifica, Mediatrice Interculturale, segretaria del Circolo Arci Linea Gotica.

Lista Senato:

1) Giovanni Barozzino, 48 anni, di Rionero in Vulture (PZ), operaio Fiat di Melfi (PZ), delegato sindacale FIOM CGIL. Licenziato con altri due compagni, non ancora reintegrato nel suo posto di lavoro dopo la sentenza della Corte di Appello che ha considerato antisindacali quei licenziamenti;

2) Rosalinda Di Pasca, 52 anni, di Potenza, dipendente della Regione Basilicata, impegnata nella CGIL, ex assessora al Comune di Potenza con delega al Personale e Politiche del Lavoro;

3) Loredana Grazia Atella, 53 anni, di Potenza, avvocato, responsabile dell'Ufficio Alloggi presso l'U.D. Servizi Sociali del Comune di Potenza;

4) Lucio Pastore, 54 anni, di Rotondella (MT), impiegato comunale, dirigente Circolo Arci "La Tarantola";

5) Assunta Collazzo, 43 anni, di Brienza (PZ), precaria, membro dell'Assemblea Nazionale di SEL;

6) Giovanni Rondinone, 52 anni, di S. Mauro Forte (MT), assessore all'Ambiente della Provincia di Matera.

http://www.sinistraecologialiberta.it/candidati/?r=basilicata
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Vendola: patto Pd-Monti? Da Bersani parole chiare: non c’è. Al centro dell’agenda riformatrice la questione sociale

Nichi Vendola smentisce l’esistenza di un patto Bersani-Monti. Stamattina, il leader di Sel ha incontrato Pier Luigi Bersani, nella sede del Pd. Sono state fissate le tappe comuni della campagna elettorale, segno che il chiarimento tra i due è stato pieno. Nessun patto con Monti, insomma. «Credo che le cose che ha detto Bersani siano conclusive», ha risposto Vendola all’agenzia Dire che gli chiedeva se lui ritiene che ci sia un patto tra il Pd e il premier. Stamattina Bersani ha detto che con Monti non c’è un accordo, ma una  discussione civile». «La destra populista e la destra liberista, sia quando si alleano che quando competono, alimentano nelle viscere della società italiana risentimenti, rancori e seminano veleni. Noi abbiamo veramente bisogno di far vincere il centrosinistra. È una necessità democratica per il Paese». In una intervista che apparirà domani su Left, il settimanale in abbinamento con L’Unità Nichi Vendola parla dei temi della campagna elettorale.
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Fiat approfitta delle debolezze del governo. Vendola sarà a Melfi domenica mattina

“Marchionne la deve smettere di approfittare della debolezza dei governi italiani”, lo afferma Giorgio Airaudo capolista di Sinistra Ecologia Libertà in Piemonte. “E’ necessario che FIAT stabilisca con il nostro Paese un accordo scritto sugli impegni in Italia così come ha già fatto dagli Usa alla Serbia. Marchionne poi confonde la nascita societaria della FIAT con la nascita produttiva. In Italia da quando ci sono stati operai (150 in Corso Dante a Torino nel 1900) c’e stato il sindacato, primo fra questi la FIOM che nasce nel 1901″, prosegue l’esponente di SEL Airaudo.
“Vorrei ricordare a Marchionne che il primo contratto nazionale, visto che forse non lo sa, si è fatto a Torino con le industrie dell’automobile.  Mi aspetto – conclude Airaudo – che il prossimo governo di centrosinistra chieda a Marchionne quegli impegni che il centrodestra e i tecnici non hanno voluto e saputo ottenere dalla FIAT”.
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Benvenuta Sinistra a Melfi.


Marchionne definisce 'osceni' i commenti dei politici sulla cassa integrazione a Melfi.

Per me non è osceno chiedere conto degli impegni non mantenuti con i lavoratori. Per me è osceno fare promesse che hanno a che fare con la vita delle persone, e poi non mantenerle.

In ogni caso, domenica mattina sarò a Melfi. C'è chi ci va con Marchionne (è passato solo un mese dall'ennesimo spot vuoto che in questi giorni rivela tutta la sua finzione) e chi ci va con gli operai.

Nichi Vendola
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Benvenuta Sinistra


Benvenuta sinistra. Diamo il benvenuto a quel soggetto politico che ha a che fare con la qualità della vita e dei diritti. Vogliamo riproporre solidarietà, uguaglianza e diritto alla qualità della vita. Le nostre lenti per guardare il mondo e agire la politica.
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Monti classista. Noi con il popolo

Il Pdl “un horror, a volte ritornano”. Mario Monti “chiuso nel segreto delle stanze” del potere. Sel e Pd invece “con il popolo”, a cominciare dalla scelta dei candidati con le primarie. E’ il panorama politico visto da Nichi Vendola, ospite di Uno Mattina su Rai Uno. Quanto alla polemica francese sulla supertassa sui ricchi il governatore della Puglia è secco: “I super-ricchi devono andare al diavolo, Putin ha le sembianze del diavolo e dunque Depardieu è sulla direzione giusta”. “I progressisti – dice Vendola – si candidano per vincere e comunque il dibattito sugli scenari post voto e il rischio che il Pd e gli alleati non abbiamo la maggioranza “è comico”. L’obiettivo è “salvare l’Italia e Monti e Casini in realtà propongono alla sinistra una resa”.A Vendola, evidentemente, non è proprio piaciuto che, proprio dallo studio di Uno Mattina, Monti abbia invitato Bersani a “tagliare le ali” del centrosinistra, tra le quali Sel. Un invito che Vendola descrive come “democristianeria senza la dc, democristianeria da Grande Oriente d’Italia”. “Io taglierei le ali dei cacciabombardieri”, ribatte il leader Sel, che dopo l’accostamento alla Massoneria attacca il Professore che “ha rapidamente imparato la lezione della vecchia politica e si presenta come un vecchio classico politico”, un campione della “razza padrona, per usare un’espressione di Scalfari, che Monti lo conosce bene”.
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Le teste di lista di Sel

La Presidenza nazionale di Sinistra Ecologia Liberta’ ha approvato l’elenco nominativo che andra’ a costituire le teste di lista dei candidati per le prossime elezioni politiche, tenendo conto delle candidature espresse dalle primarie del 29 e 30 dicembre scorso.

E’ garantito il rispetto della parita’ di genere al 50% tra uomini e donne. L’elenco definitivo delle candidature sara’ reso noto nei prossimi giorni.

Nichi Vendola sara’ capolista in alcune circoscrizioni dove verra’ ritenuto necessario o utile. Il leader di Sel, comunque, optera’ per la Puglia. Ecco l’elenco:
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Dati primarie parlamentari 2012

 
Al link sottostante trovate i dati riguardanti le primarie per la composizione delle liste dei parlamentari di Sinistra Ecologia e Libertà.
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